Velocità

Petrucci. Un passato nel CIV, un presente tra Vale e Dovi

Un podio italiano in MotoGP. Il secondo di questo 2015. All’esordio in Qatar erano stati Rossi, Dovizioso e Iannone a ottenere le prime 3 posizioni. Il diluvio di Silverstone ci ha consegnato invece, oltre al Dottore e al Dovi, un altro protagonista: Danilo Petrucci.

Il pilota ternano, in sella alla Ducati del Team Pramac, ha conquistato in Inghilterra il primo podio nella classe regina con una gran gara, difficile da prevedere all’inizio vista la 18° posizione in griglia di partenza. La pioggia però ha cambiato i valori in pista, e dopo pochi giri dal via “Petrux” si è ritrovato a lottare con Pedrosa e Lorenzo. Era solo l’inizio di una domenica trionfale per Danilo, che ha continuato a spingere, e dopo la caduta di Marquez è arrivato a ridosso di Rossi, in seconda posizione, davanti anche alla Ducati ufficiale di Dovizioso. L’ultimo giro è stato un turbine di emozioni per il pilota di Terni, che è riuscito a portare a casa la piazza d’onore, chiudendo proprio tra i due piloti italiani.

Un gran risultato per un pilota cresciuto nell’orbita della FMI e del CIV. Petrucci, classe 1990, comincia con l’offroad, diventando campione italiano minitrial nel 1999 e continuando a maturare con il cross, fino ad approdare alla velocità nel 2006. Nel 2009 inizia a mettersi in evidenza all’interno del Campionato Italiano, dove è vicecampione STK1000 e Campione Italiano Under 23 della categoria e ottiene anche il titolo di Campione Europeo Junior Stock 1000 nella competizione continentale in gara unica. Il 2011 però è l’anno di grazia del Petrux che, scelto dalla FMI per portare i colori del Team Italia, conquista la vittoria nel CIV STK1000 e ottiene la seconda posizione nel Mondiale STK1000.

Il resto è storia, con l’approdo nel 2012 in MotoGP tra le fila del Team Came IodaRacing Project e il passaggio quest’anno al Team Pramac Ducati, dove Danilo guida la ‘vecchia’ Ducati GP14.1. Ma i progressi ormai sono sotto gli occhi di tutti, specialmente quelli di Dall’Igna, che ha deciso di premiare Petrucci, affidandogli già da Misano una moto con uno step evolutivo in più: la GP14.2. Ora toccherà a Danilo dimostrare che il podio di Silverstone era solo un punto di partenza.