Gestione dei rifiuti, ripristino dell’arenile, misure di prevenzione dell’inquinamento e valorizzazione delle risorse locali: il bilancio ambientale della tappa italiana del FIM Sand Races World Championship.
Si è conclusa domenica 25 ottobre a Bibione (VE) la terza edizione della Bibione Sand Storm, l’unica prova italiana del FIM Sand Races World Championship organizzata dal Moto Club BB1. La manifestazione ha rappresentato anche un’occasione per mettere in pratica misure di gestione ambientale, con l’obiettivo di coniugare lo svolgimento di una competizione internazionale con la salvaguardia dell’ecosistema costiero e l’attenzione alle esigenze del territorio.
Un Delegato Ambientale FMI ha seguito l’evento per conto della Commissione Ambiente e Normative Fuoristrada FMI, verificando gli aspetti legati alla gestione della manifestazione e alle misure previste dal Piano ambientale.
Il tracciato, lungo circa 7 chilometri, è stato realizzato sull’arenile di Piazzale Zenith, in un’area normalmente destinata alla balneazione durante la stagione estiva. La scelta dell’area ha permesso quindi di evitare il coinvolgimento di ambienti costieri particolarmente sensibili, come dune, pinete e zone lagunari. Al termine della competizione, le operazioni di pulizia hanno consentito di restituire la spiaggia alle sue condizioni naturali, completando le attività di ripristino previste per la conclusione dell’evento.
Prevenzione dell’inquinamento e gestione dei rifiuti
Il Piano ambientale ha previsto una serie di misure finalizzate a ridurre gli impatti della manifestazione, intervenendo sia sulle attività svolte nel paddock sia sulla presenza del pubblico.
Per favorire una corretta gestione dei rifiuti, sono stati predisposti distributori e contenitori per la raccolta differenziata nelle aree dedicate ai team e agli spettatori. Particolare attenzione è stata riservata ai materiali potenzialmente inquinanti prodotti durante le attività motoristiche: oli esausti, liquido dei freni, carburanti e pneumatici sono stati oggetto di raccolta separata.
Tra le misure preventive rientrava inoltre l’obbligo di utilizzare il tappetino ambientale nelle aree operative, per contenere il rischio di contaminazione del suolo in caso di fuoriuscite accidentali di liquidi. È stato anche introdotto il divieto di utilizzare le lenti a strappo, riducendo così una possibile fonte di dispersione di rifiuti plastici sull’arenile.
Impronta di carbonio e tutela degli ecosistemi
L’organizzazione ha avviato inoltre il calcolo dell’impronta di carbonio dell’evento, con l’obiettivo di compensare le emissioni attraverso crediti di carbonio blu legati all’Oasi Val Grande di Bibione. Il carbonio blu è la CO₂ assorbita e immagazzinata dagli ecosistemi marini e costieri, la cui tutela contribuisce anche alla conservazione della biodiversità. Misurare le emissioni permette di individuare gli impatti della manifestazione e definire possibili interventi per ridurli.
Un’occasione per il territorio
La sostenibilità della Bibione Sand Storm non ha riguardato soltanto la gestione dell’arenile e delle attività sportive, ma anche il rapporto con la comunità e il tessuto economico locale.
L’accesso gratuito a tutte e tre le giornate ha consentito al pubblico di assistere sempre alla manifestazione. Accanto alle competizioni, gli spazi dedicati alle attività per bambini, alla mototerapia e agli stand di prodotti agroalimentari e manifatturieri locali hanno ampliato le occasioni di partecipazione, coinvolgendo pubblici diversi e dando visibilità alle realtà del territorio.
Sono stati inoltre predisposti parcheggi e percorsi riservati alle persone con disabilità, con l’obiettivo di favorire l’accessibilità all’evento. Un altro elemento significativo è stata la riapertura, in un periodo successivo alla stagione turistica estiva, di alberghi e strutture ricettive che hanno accolto piloti, team e spettatori, mettendo a disposizione servizi di pernottamento e parcheggio.
Bibione Sand Storm conferma quindi l’importanza di integrare la sostenibilità nell’organizzazione degli eventi motociclistici. Per la Federazione Motociclistica Italiana l’attenzione a questi aspetti rientra in un percorso volto a promuovere una pratica motociclistica responsabile, capace di confrontarsi con le caratteristiche degli ambienti ospitanti e con le esigenze delle comunità locali.