Moto d'Epoca

Meeting Epoca a Magione: il maltempo non rovina la festa degli appassionati

La due giorni umbra del 5 e 6 maggio traccia un bilancio di qualche punto superiore alla sufficienza nonostante il maltempo e nonostante un clima divenuto improvvisamente ostile. Il numero di partecipanti, in linea con quello che è ipotizzabile in questo settore, è stato però inferiore a quello del primo Meeting di Adria, evento nel quale non è esagerato parlare di record! La festa degli appassionati d’epoca non è stata però guastata e lo spettacolo è stato intenso e ricco di colpi di scena anche per l’asfalto che a tratti si faceva veramente insidioso causa l’acqua.


 


Al via i Gruppi 3, 4, 5, il Trofeo Endurance, il Trofeo FMI Sidecar, quello delle moto Elettriche e quello dei Supermono, veniva stilata la classifica di regolarità per il Gruppo 3, un evento nuovo e che è stato inserito proprio quest’anno per dare uno stimolo in più ai partecipanti. Primo Flavio Ruggero, sul podio con lui Vincenzo Vertuccio e Gianni Fioretti. Nel gruppo 4 invece, il pugliese Colucci su Morini cedeva il passo al compagno di marca  Francesco Oliviero mentre nella 250 Stefano Benuzzi – Morini – regolava Pagnini su Motobi  ed il toscano  Cerrini. A Mazzoli su Ducati le Epoca 500, davanti al britannico Paul Morse (Honda) ed a Oreste Martini, nelle Classiche Marcello Faraoni su Honda, il migliore in assoluto, registrava una costanza migliore di Piccirillo su Guzzi e Lombardini su Triumph. Quest’ultimo era anche il più veloce in assoluto per la gara e per la sua categoria, primato che andava a Colucci per le 175, a Ettore Pagnini per le 250 ed a Morse per le Epoca 500.


 


Il solito Luciano Betti dominava quindi le Elettriche chiudendo, nel riepilogo delle due manche, sul figlio Thomas e sul genovese Moretti. Volti noti anche nei Sidecar, dove l’equipaggio di Walter Galbiati e nadia Rossi doveva faticare un po’ prima di liberarsi del duo Lazzaroni – Tonelli, nel finale secondi davanti a Mignogna – Dente. Infine, per il capitolo moto moderne, due gare sprint fotocopia per i Supermono con Lazzarini vincente davanti a Airoldi e Bricchi in entrambe le partenze.


 


Le due gare in linea del Vintage 1 e 2 segnavano quindi una presenza importante delle GP500Classiche, tale da far correre la classe da sola. Il duello tra il ligure Roberto D’Amico ed il laziale Daniele Parravano si risolveva con D’Amico vincitore per poco dopo una serie di scambi di posizione esaltanti. Terzo Di Sarra, alle sue spalle chiudevano i due romagnoli Marconi e Villa, sgranati di pochi decimi, mentre alzava bandiera bianca il campione 2006 Fabio Vitali. Costretti al ritiro pure Pagliaroli, Caligiuri, Mazzoni e Sabotti, per D’Amico arrivava anche la gioia del giro veloce di gara al suo rientro dopo qualche stagione di stop in Italia.


Nel Vintage 2 prendevano quindi il via la Maxi Moto, la Sport 750 e la GP500 Epoca. Subito velocissimo il romano Soppelsa, unico a cercare di non perder il treno il compagno di marca Ricacrdo Magrotti su Suzuki. Terzo il bolognese Solazzo su Ducati NCR, mezzo che fissava la velocità di punta più elevata…, nella lotta interna alla Kawasaki la spuntava il campano De Vita su Mike Frighi. Sesto e migliore delle GP500 Epoca quindi forlivese Davide Rossi su Norton Manx, il toscano Peruzzi lo seguiva sul podio con Giorgio Gabellino in terza piazza. Per Peruzzi più di qualche scambio di posizione con Oreste Zaccarelli che, in sella alla sua Guzzi, raggiungeva comunque l’ottava posizione assoluta e la prima delle Sport 750 davanti a Rossi e Andreani. Fuori dei giochi prima del tempo quindi D’Aliesio, Tedesco e Vitali.


 


Il ricco ed intenso week end ombrosi chiudeva quindi con l’Endurance che, minacciato da un cielo sempre più cupo e più nero, veniva interrotto dopo un’ora e venti dallo spengersi del semaforo. Da subito l’aria diveniva elettrizzante: partiti con lo spettacolare sistema Le Mans e quindi moto a spiga da una parte e piloti a piedi dall’altra, Parravano incappava in una brutta caduta dopo poche curve riportando problemi alla clavicola e tanta amarezza per un successo alla sua portata. La gara a quel punto veniva interrotta per permettere di riportare in sicurezza la pista e questo dava qualche noia al duo Solazzo – Tirelli. La Ducati NCR, “stanca” forse per le fatiche della gara in Vintage 2 per la guida di Solazzo, non ne voleva sapere costringendo Tirelli a partire dalla pit lane. Il bresciano non si arrendeva e quindi recuperava alla grande fino al successivo ritiro con la consolazione del giro veloce di gara. Palpitazioni arrivavano quindi pure con Lara Paiola che, montata in sella, si trovava a contatto con il milanese Simonetti: perso lo spunto migliore al via, la Paiola portava comunque la sua Guzzi e ridosso del rivale e non mollava la presa. Con Molendi – Gaddi in fuga, Ceracchi- Tagliatesta – Petrassi  ad inseguire e spesso a sovrapporsi ai rivali, la lotta per le posizioni a ridosso erano tutte per Paiola – Milan, Stagi – Mantovani, Freddi – Iosca e Mannheimer – Simonetti. Nel finale, arrivata la bandiera a scacchi mentre un imminente temporale si apprestava a rendere difficili e pericolose le condizioni generali della pista, Molendi andava a vincere gara e classe 1200 su Ceracchi e soci e Freddi – Iosca. Terza assoluta e prima delle 750 quindi la squadra di Paiola – Milan davanti ai costanti e consistenti Di Sarra – Alonzi, nella 500 la Guzzi di Stagi la spuntava per meno di tre decimi sulla Honda di Mannheimer!