Fuoristrada

Franco Gualdi: l’Enduro made in Italy è un prodotto D.O.C.

Si è chiuso il quadriennio olimpico 2004-2008 ed il 2009 è anno di nuovi incarichi federali e conferme tra le quali Franco Gualdi al quale è stato rinnovato il mandato.

 
Ad un mese dalla prova inaugurale degli Assoluti d’Italia (Siena, 07-08 marzo) abbiamo rivolto alcune domande per cercare di capire pensieri e propositi di un dirigente tipicamente bergamasco che tende a non sbottonarsi mai. Ma questa volta tra le righe ci è apparso di leggere sensazioni di gioia e soddisfazione per un enduro italiano sempre più vincente e concreto, tanto da riassumere metaforicamente la specialità con l’acronimo D.O.C. (di origine controllata) o forse meglio S.T.G. Specialità Tradizionale Garantita. Ma sembra mancare ancora qualcosa…che leggerà vedrà.
 
Se le dico stagione enduro 2008 cosa le balza in mente immediatamente?
Campionati italiani tutti molto belli, numero di partecipanti elevato, un enduro vivo, la splendida vittoria dei giovani alla 6 giorni (Balletti, Cominotto, Gritti, Oldrati), la vittoria nel mondiale junior (Oldrati), 2 vittorie individuali al campionato europeo (Facchin-Zanni).
 
Qualche neo dell’anno appena archiviato invece?
Sicuramente ce ne sono ma nessuno particolarmente evidente.
 
Stagione 2009 alle porte, novità dal punto di vista regolamentare?
Nessuno stravolgimento, solo dettagli operativi o poco più, riporto le più importanti:
– un pilota iscritto a tutto il campionato può cedere la propria iscrizione a un altro pilota(solo una volta)
– a fine stagione la FMI restituirà l’intero importo ai piloti cadetti iscritti a tutto il campionato italiano assoluto/coppa italia classificati in almeno 5 giornate, questo non sarà applicato ad eventuali partecipanti con i 50 c.c., la cui partecipazione agli assoluti è in via di definizione. Il settore tecnico enduro in occasione del Raduno Nazionale Enduro Giovani del 14-15 febbraio presso il centro federale di Polcanto selezionerà infatti alcuni piloti della 50 Cadetti che potranno partecipare al maggior e stimato campionato italiano.
– eliminazione della lista di attesa , ci si ferma a 300 iscritti
– i piloti iscritti in una squadra di team lo devono essere realmente e il tutto deve essere dichiarato ad inizio campionato (vedere art 19.10.2 parte seconda)
– al trofeo delle regioni è stata introdotta la classifica per club
– nel minienduro la categoria baby sprint assegna il titolo di campione italiano
 
Il settore tecnico ha subito nell’organigramma gestionale alcune modifiche si possono anticipare?
Il settore tecnico si è diviso dallo sportivo e lavorano in modo autonomo anche se in piena collaborazione, di fatto il neo settore tecnico si occupa di tutto quello che concerne i piloti, dagli allenamenti alla convocazione per la nazionale, alla gestione Team Italia e Maglia Azzurra.
 
Mi sembra di aver intravisto la presenza di Giorgio Bonfigli, noto e stimato preparatore atletico nel cross. Cosa rappresenterà per il settore tecnico e come andrà ad agire sull’enduro?
E’ il direttore tecnico generale, si occupa di tutte le discipline, nell’enduro il direttore Tecnico è Fossati.
 
Nel 2008 la formazione Under23 della Nazionale conquista il Vaso alla Sei Giorni in Grecia, Oldrati vince il trofeo mondiale under21, gli Assoluti d’Italia incoronano tricolori i due giovanissimi Oldrati nella 125 2t e Balletti nella 450 4T, insomma il futuro si fa largo tra i veterani.
Quando i veterani vengono battuti ho sempre una punta di tristezza , anche perché hai passato anni insieme a loro, ma è la cosa più naturale che ci sia ,il cambiamento ai vertici delle classifiche, anzi più giovani riescono ad emergere più significa che tutti stanno lavorando nella direzione giusta e visto i risultati sopra descritti significa che…….negli ultimi anni si è lavorato bene
 
Forse siamo arrivati al tanto atteso cambio generazionale che aspettavamo da tempo?
Provo dispiacere per i “senatori” ma me lo auguro.
 
Fenomeno MiniEnduro. Un campionato partito nel 2004 con circa 10 piloti ed abbinato ai Cadetti e Junior, nel 2006 si stacca e diventa un campionato di categoria autonomo tanto da oltrepassare nel 2008 i 100 iscritti su ben 6 prove di campionato. Come mai tanto successo e a chi onori e merito.
Si, penso che la definizione di fenomeno sia azzeccata, il merito principale và ai giovani piloti che vi partecipano ma sicuramente il comitato enduro ha lavorato bene prestando molta attenzione sin dall’inizio a questa categoria, mi chiedi dei nomi per questo successo, è sempre difficile far nomi ma uno se lo merita , è quasi tutto merito suo se il minienduro è nato, Sandro Comotti.
 
Tra i gruppi più folti e compatti del minienduro ci sono i ragazzi del Sicilia Racing, Motoclub Conca d’Oro e Monreale. Una Sicilia che riscopre ottime manette come Domenico Ricchiari (tricolore Aspiranti nel 2006 e 2 volte vincitore del Trofeo Cadetti Minienduro), messosi in luce nei 50 Cadetti dell’Under23 che passerà all’Iron Team di Lumezzane. Inoltre per la prima volta la regione Sicilia sale con un ottimo secondo posto sul podio Under23 del Trofeo delle Regioni. Un buon segno questo vero?
Seppur con alti e bassi la Sicilia è sempre stata una regione dove l’enduro è protagonista specialmente a livello organizzativo, oggi grazie al lavoro dei m.c.sopra citati la Sicilia è una realtà anche per quanto concerne i piloti e i risultati lo dimostrano, io non posso fare a meno di ringraziare questi appassionati.
 
Oldrati in una recente intervista ha dichiarato che l’enduro di oggi non è più quello che si diceva tempo fa si stesse evolvendo ispirandosi però troppo al motocross. Conferma?
Ha ragione, in questi ultimi anni ha ritrovato la sua vera entità grazie al ritorno delle prove speciali in linea e delle prove “estreme” che se non esagerate , non sono altro che le vecchie prove speciali in linea dell’enduro anni passati. Abbiamo cercato di ascoltare anche chi ci corre nelle gare e  più volte è stato suggerito al responsabile dei percorsi degli assoluti che non necessariamente le gare per essere belle devono durare tanto ed avere speciali lunghissime. Questo non significa gare facilissime ma vogliamo gare giuste e belle e non sempre una estrema difficilissima è sinonimo di spettacolo anzi tutti i piloti devono essere in grado di superarla e se non esistono le condizioni giuste semplicemente non si deve effettuare, cosi come per le prove in linea, meglio che siano non troppo lunghe ma accessibili, soprattutto dagli addetti. So che chiediamo molto ma ci dobbiamo provare. Sono fiducioso.
 
Eppure continuano ad approdare crossisti. Perché secondo lei? Quest’anno ad arricchire la lista degli “ex dei crossdromi” di grosso calibro ci saranno Cristian Beggi (Yamaha) e Matti Seistola (Husqvarna CH).
L’enduro è ricco, tutti parlano di settore fratello minore del motocross, ma i numeri di vendita si fanno nell’enduro, gli appassionati della domenica sono enduristi e poi i crossisti vedono che qui chi va forte guadagna bene, molto bene. Più piloti arrivano meglio è sia che siano crossisti o velocisti, poi vinca il migliore e non mi pongo problemi se ha vincere è un ex crossista.
 
Il 2009 segna anche l’eliminazione dell’Hard Race. Peccato. Come mai secondo lei non è decollata questa formula?
Tante cose in Italia non funzionano come in altri paesi e viceversa. Con l’Hard Race non abbiamo inventato nulla, ma solo organizzato gare come in Francia e Germania, li funzionano da noi stranamente no, ma magari è solo una pausa poi ci riproveremo con nuova formula, in ogni caso il territorio non ci permette gare spettacolari come nelle altre nazioni.
 
Come vede l’enduro tra 4 anni?
Io mi auguro di vederlo come oggi, è da quando ho iniziato a partecipare alle gare negli anni 70 che parlano di un enduro destinato a finire, se finisce come è finito ora speriamo che continuino a pensarlo
È importantissimo che la legge sulla circolazione nelle mulattiere e sentieri venga approvata per poter far si che i nostri appassionati,seppur con delle limitazioni possano praticare il loro amato sport e non più visti come dei vandali, anzi ben voluti per il loro apporto economico , diverse zone potrebbero trarne un grande vantaggio economico e tutto nel pieno rispetto dell’ambiente , anzi se fatto bene migliorandolo, stesso discorso per le gare , se organizzate in modo serio(come dalla maggior parte dei moto club) portano entrate nelle strutture interessate e i percorsi usati per la gara dopo il loro eventuale ripristino torno come prima , anzi meglio di prima…mi fermo perché ci sarebbe da scrivere a lungo. Dimenticavo, dobbiamo rivincere un Mondiale!