Fuoristrada

Europeo Baja quad: un Cruz stellare vince sette speciali su sette

Grazie a Paulino Cruz, attuale leader del Campionato Europeo Baja UEM, la terza tappa, disputata in Ungheria, non ha avuto storia.

 

Alcuni dati per aggiornare chi si fosse appena collegato: su sette speciali, tutte vinte nella categoria quad, Cruz ha accusato su cinque prove un distacco medio di 40” dal primo dei motociclisti, mentre nelle ultime due ha realizzato tempi migliori delle due ruote.

 

Onore al merito. Se un campione ha l’opportunità di dimostrare cosa sa fare, significa che la gara è stata organizzata come si deve, e per questo i complimenti vanno a GarZonE, che da cinque anni allestisce il quartier generale, sceglie e attrezza i tracciati, e garantisce agli iscritti all’Hungarian Baja le condizioni migliori per gareggiare. Due i tracciati, uno di 48,5 e l’altro di 56,14 km, sviluppati sulla vasta piana a nord del Balaton, tra Veszprém e Hajmáskér, lungo la ferrovia che collega l’ovest dell’Ungheria alla capitale. Il terreno è ideale per la formula baja: lunghi tratti di strada sterrata danno libero sfogo agli amanti della manetta aperta, mentre woops altalenanti, polvere e improvvisi cambi di direzione solleticano i più tecnici dell’ATV. 362,42 km complessivi, distribuiti su 7 speciali allestite sui due percorsi, ripetuti per quattro volte il primo, filante e guidato, e tre volte il secondo, più tecnico e tortuoso nella prima parte e molto veloce nella seconda. Un’ulteriore conferma della buona riuscita del campionato, che ha offerto ai partecipanti il brivido delle curve cieche e delle forti pendenze dell’Algarve, la polvere e i bagni improvvisi della Basilicata, e ora i veloci sterrati magiari, prima delle pietre e dei canaloni dell’Ogliastra. Il venerdì si disputa una sola speciale, di 48,5 km, per preparare i piloti alla faticaccia del sabato, che prevede sei speciali da affrontare a ritmi serrati, tra un’assistenza e un refueling, tra un cambio gomme e un panino lasciato a metà.

Gli iscritti sanno cosa si deve fare: rendere dura la vita ai tre fortissimi portoghesi (Cruz, Cunha e Nazareth), tenere al palo Masante e infastidire Mohr, saldo in terza posizione nell’Europeo. In Ungheria c’è l’aiuto di Machacek, vincitore della Dakar 2009, e di una folta schiera di piloti locali e dell’est Europa, che ben conoscono gli sterrati magiari. Non hanno intenzione di mollare Sabine Pulz, in sella al suo potente KTM XC 525, Fossà, Simioni e Nori per il Team Q Sport Suzuki. A seguito dell’incidente di Melfi non è ancora rientrato Stefano Cavaciuti, che promette di dare battaglia in Sardegna.

 

Prima Tappa 21-08-09:

Partenza alle 16:30 dal palco d’onore, arrivo previsto entro le 17:25. Poi assistenza e refueling. Poco dopo lo start i propositi degli sfidanti si rivelano illusori: Cruz, già vincitore nella precedente edizione, si ricorda tutto, e porta a casa un 36’39” che le auto stentano a eguagliare. Anche Mohr (Polaris Outlaw 525) ricorda qualcosa, e infatti si accoda a 1’51”. Nel 2008 c’era anche Masante, all’epoca su Suzuki, e c’è anche stavolta, con un buon 39’03”, in sella al verdissimo Kawasaki KFX 450R, preparato dal Team XC Race Kawasaki KL di Angelo Montico. Nazareth (Polaris Outlaw 525) segue in quarta posizione, prima della Pulz e di Fossà, a 4” dall’austriaca. Toffolatti, su Can Am Renegade 800, conferma che gli iscritti al Campionato Europeo tengono a bada i cechi e gli ungheresi. Anche Machacek, che non dispone del potente Yamaha Raptor utilizzato alla Dakar, stenta a ingranare, e incamera ben 5’50” da Cruz, accontentandosi del nono posto, dopo Luca Bertolo (Honda TRX 450), altro assiduo frequentatore degli sterrati ungheresi. Primo dei Magiari è László Fekete (E-ATV), che precede il connazionale Nyeste, lo slovacco Katrinak e l’Italiano Scandola, alla sua seconda esperienza in Baja. 22° Gabriele Didoi, su Yamaha Raptor, vero decano della competizione ungherese, presente in tutte le ultime cinque edizioni. La rottura del motore mette fuori gioco l’altro alfiere dell’XC Race Kawasaki KL, il portoghese Tony Cunha. Anche per Renzo Simioni la sfortuna sembra non avere fine, perché dopo 10 km la guarnizione della testa del suo Suzuki si brucia, costringendolo al ritiro. La polvere in sospensione, dovuta al secco e alla mancanza di vento, ostacola i sorpassi e congela le posizioni di partenza. Fabrizio Nori, dopo una brutta caduta, viene rapidamente soccorso dai medici di gara, che lo trasferiscono in ospedale, in attesa del rimpatrio forzato. Sottoposto in Italia a intervento di chirurgia ortopedica, dovrà rinunciare all’ultima tappa in Sardegna. Auguri Fabrizio! Lodevole il gesto sportivo di Luca Bertolo, che si ferma a soccorrere lo sfortunato Nori. La Giuria di gara in serata gli abbuona i 12’ di sosta che lo riportano in 8ª posizione.

 

Seconda Tappa 22-08-09:

Un sabato ricco di speciali, che si avvicendano sui due percorsi con ritmi serrati. Prova, assistenza, refueling, prova, assistenza, refueling, con la polvere ancora addosso. Fortunatamente ci pensa il vento a ripulire le piste, alleviando i piloti, che il giorno prima si erano trovati spesso a correre nel nulla. Nonostante tutto, ci guadagnano i soliti tre, che ripetono il copione del venerdì: in testa Cruz, con 37’06”, secondo Mohr, a 1’34”, terzo Masante, a 1’47”, quarto Nazareth, a 3’. Machacek e Kubiena (Suzuki SV) rimontano, ma non infastidiscono i primi. Qualche posizione più indietro, tra gli iscritti all’Europeo è bagarre per poche manciate di secondi: Fossà ne rifila 10 alla Pulz, in ottima forma e finalmente con il mezzo all’altezza delle sue capacità. Toffolatti insegue, 15°, a 6’, in mezzo a un gruppetto di ungheresi e poco prima di Scandola, Didoi e Bertolo, rispettivamente 17°, 21° e 22°. La SS3, più lunga e particolarmente tecnica, costellata di woops e tratti sconnessi, allunga i tempi, ma ai vertici nulla cambia in classifica europea. Solo Machacek si infila tra i primi, a 34” dal leader spaziale, che ferma il cronometro a 42’59”. Poi Mohr, Masante, Plechaty e Nazareth, che non si decide a entrare in gara. Fossà sembra liberarsi della Pulz: la vede sempre all’orizzonte, fa i suoi calcoli e preferisce non rischiare sorpassi, lasciandola comunque dietro di 33”. La SS4 chiude il 3° settore selettivo e conferma i giochi al vertice: Cruz torna ai tempi abituali (36’59”), Machacek, che purtroppo non partecipa all’Europeo, conserva la seconda piazza a 1’21”, Mohr la terza a 1’39”, Masante la quarta a 1’42”. Nazareth saluta il pubblico sollevando il piede dal cambio, scavalca Plechaty ma non impensierisce. Subito dietro si accalcano gli inseguitori dell’est, mentre la Pulz (11ª) continua nella sua ottima performance. Fossà non ingrana a causa di problemi fisici e perde tre posizioni. Nella SS5 Masante compromette la gara: problemi alla frizione lo costringono al rientro in assistenza, ragion per cui la giuria gli infligge una penalità che lo relega all’ultima posizione. Riuscirà a rientrare con il mezzo efficiente solo in SS7. Intanto comandano Cruz, Machacek e Mohr, che grazie alla guida regolarissima e al mezzo in assetto eccellente annusa già i punti che potrebbero portarlo ai vertici della classifica europea. Plechaty, Katrinak, Nazareth, Fekete, Hangodi, Szabó, Scandola e Sykora inseguono. Più sotto Pulz e Fossà bisticciano, l’austriaca davanti e il vicentino a 14”. La SS6 Jutaszpuszta completa il 4° settore selettivo, con l’ultima tratta da 48,5 km. I giochi sembrano ormai fatti, ma Cruz rifila a tutti una superba lezione di guida, portandosi oltre le moto con uno strepitoso 36’25”. Anche il “caccia” Machacek deve ossequiare, secondo a 2’02”. Mohr ha messo l’automatico, e consolida il terzo posto, a 2’56” dal portoghese. Poi Plechaty, Nazareth, il gruppo di slovacchi, cechi e ungheresi, inseguiti con tempi superiori ai 43’ da Pulz e Fossà, nell’ordine 13 e 14 per la speciale, 4 e 5 per l’Europeo. Toffolatti esagera in una staccata, esce dal tracciato e rompe gli attacchi del radiatore: ritiro anche per lui. In SS7 rientra Masante, con la speranza di rimettersi in lizza, ma l’impegno non basta. Prima della partenza Pedro Mariano, delegato della Federazione Portoghese, bisbiglia a Cruz che i tempi accumulati nelle speciali precedenti gli consentono di gestire il risultato. Il ragazzo, con un sorriso garbato, annuisce. Il rombo del Suzuki allo start conferma le nostre ipotesi iniziali: quando sale sul quad Paulino diventa un altro. Tempo di manche: 40’52”, davanti alle moto e a 1’13” dal Nissan Navara Pick Up vincitore un’ora prima della stessa speciale. Machacek non riesce a camminare oltre il minuto e 49” di distacco, Mohr ha capito che ce l’ha fatta ma non si risparmia, e realizza il suo miglior tempo sulla Hajmáskér, conservando la terza posizione. Masante rientra bene e lo tallona a 10”. Nazareth è quinto degli iscritti all’Europeo, Fossà finalmente si riprende e scavalca la Pulz di 25”.

Cruz si aggiudica quindi anche la seconda giornata di gara, con un tempo totale di 3h55’22” e nessuna penalità, davanti a Machacek (4h06’35”) e a Mohr (4h08’24”). Seguono, nell’ordine, Plechaty (4h15’58”), Nazareth (4h19’26”), Katrinak (4h20’51”), Hangodi (4h28’20”). Per trovare il prossimo iscritto all’Europeo bisogna scorrere fino al 10° posto, dove incontriamo la Pulz, davanti a Fossà per 1 secondo. Masante, fanalino di coda, accusa un tempo totale di 8h05’40”, dovuto alle penalità.

Campionato Europeo Baja – QUAD – Classifica

Conti alla mano, Cruz schizza in classifica Europea a 147 punti, e gli inseguitori sanno benissimo che per raggiungerlo, a una gara dalla fine del Campionato, ci vorranno miracoli. Jürgen Mohr incamera 44 punti, e passa secondo con 114. Masante somma 35 punti e retrocede in terza, con 113 punti. Nazareth fa 38 e mantiene la quarta a 106, quindi Pulz (+34) quinta a 91, Fossà (+31) sesto a 77. Toffolati, Cunha, Nori e Simioni mantengono le precedenti posizioni.

La classe Q3 vede al comando Cruz (147 punti), seguito Da Masante (126) e Fossà (98). Anche in Q4 nessun cambiamento, con Mohr, Nazareth e Pulz in testa. L’XC Race KL Kawasaki Team mantiene il comando della classifica a squadre (174 punti), davanti a Q Sport (121).

 

Quarta e ultima prova del Campionato, sulle pietraie arroventate della Sardegna, dal 2 al 4 ottobre.

 

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