Nella serata di venerdì 1° marzo è scomparso Alex Zanardi. Pilota di Formula 1 negli anni ’90 e poi di Indycar, nel 2001 venne coinvolto in un incidente in pista che ne causò l’amputazione di entrambe le gambe. “Se non avessi avuto quell’incidente ora non sarei così felice”, ha spesso ripetuto il pilota, poi divenuto pluricampione olimpico handbike a Londra 2012 e Rio 2016. Il 19 giugno 2020 un altro incidente in handbike sulle strade della Toscana a seguito del quale si ritirò dall’attività.
L’11 dicembre 2009 il bolognese, nato nel 1966, ebbe l’opportunità di salire in sella a una moto a Monza: “Ho vissuto una giornata fantastica – disse – che mi ha permesso di riassaporare sensazioni bellissime, che non ricordavo”.
Zanardi ha avuto un impatto nel mondo sportivo italiano certamente per i risultati ottenuti ma soprattutto per essere stato tra i primim ad avere la capacità di trasmettere una concezione nuova della disabilità, vissuta non come un ostacolo ma come opportunità, come più volte da lui stesso sottolineato.
La Federazione Motociclistica Italiana tutta, a partire dal Presidente FMI Giovanni Copioli, esprime le più sentite condoglianze alla moglie di Zanardi, Daniela, e al figlio Niccolò.