Bilancio di sostenibilità 2024
Il Bilancio di Sostenibilità 2024 mette in evidenza i processi, i risultati e gli impatti generati dalla FMI, integrando i dati di natura contabile presenti nel bilancio di esercizio con informazioni relative agli obiettivi strategici e alle modalità attraverso le quali essi sono stati perseguiti nel corso dell’anno.
Dal punto di vista metodologico, oltre all’inserimento dei principi di cui al DM 4 luglio 2019, si è sostanzialmente confermato l’impianto sviluppato nel tempo secondo le Linee Guida formulate dal Laboratorio di Economia e Management dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” con l’inserimento delle diverse novità derivanti dalla prassi di riferimento UNI/PdR 18:2016 e il riferimento allo standard G.B.S.(2013), redatto dall’Associazione nazionale per la ricerca scientifica sul bilancio sociale per la corretta determinazione del valore aggiunto.
L’obiettivo primario di sviluppare la dimensione della responsabilità sociale in modo volontario e strutturato è stato perseguito seguendo poi i contenuti della Linea Guida UNI ISO 26000 nella sua ultima versione pubblicata nell’ottobre 2020 ed affrontando i temi fondamentali in essa descritti. Anche le Linee Guida del Global Reporting Initiative (GRI) nella versione G4 hanno offerto degli spunti importanti, senza peraltro rappresentare un vincolo troppo stringente per il necessario adeguamento allo standard internazionale.
Da segnalare inoltre l’utilizzo parziale dello Standard di processo AccountAbility 1000 (AA 1000 – edizione 2018), preso a riferimento in particolare per la mappatura degli stakeholder ed il loro coinvolgimento nella definizione degli aspetti materiali e la conseguente definizione di alcuni Key Performance Indicator (KPI) utili a individuare e misurare le attività e gli obiettivi dell’Ente.
Il 5 gennaio 2023 è entrata in vigore la direttiva 2464/2022 – Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la nuova normativa europea sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese comunitarie, recepita in Italia con il d.lgs. 125/2024. La CSRD si pone l’obiettivo di favorire la trasparenza del mercato unico europeo e di armonizzare i processi di rendicontazione della sostenibilità, attraverso standard comuni e indicatori di performance chiari. La FMI, nonostante non rientri tra i soggetti interessati dagli obblighi, ha intrapreso una fase di studio della nuova normativa, con particolare riferimento al Voluntary standard for non-listed small-and medium-sized undertakings (VSME) – lo standard di rendicontazione volontaria per le piccole e medie imprese non quotate aggiornato dall’EFRAG alla fine del 2024 – alla ricerca di elementi utili per migliorare il proprio sistema di reporting e di nuove leve di dialogo con i propri partner. Tuttavia, essendo il dibattito sull’applicazione della norma tuttora in corso, per questa edizione del documento si è deciso di non attingervi, proseguendo però lo studio e l’approfondimento in vista delle future rendicontazioni.
A fare da cornice a questo approccio metodologico, vi sono i 17 Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. I 17 obiettivi sono stati inseriti di volta in volta per confermare una visione integrata di sviluppo dello sport nella sua dimensione economico-sociale ed in quella ambientale. L’attuazione dell’Agenda 2030 ha ispirato costantemente il coinvolgimento di tutti gli stakeholder, promuovendo un modello di sviluppo della FMI che sappia orientare una strategia di sostenibilità capace di portare avanti su più fronti una selezione di SDGs attraverso progetti di carattere sportivo, sociale e ambientale per un impatto, non solo economico, di più ampio respiro.
Gli SDGs più vicini agli obiettivi della FMI sono stati confermati ed evidenziati nella figura seguente con un contrassegno di applicabilità (v).
Consulta la nota metodologica del Bilancio di Sostenibilità 2024
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