Motociclismo

Il Ministro Di Pietro risponde sulle tariffe autostradali per le moto

Il Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha appena risposto alla lettera inviata dal Presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti, che chiedeva una particolare attenzione sulle tariffe autostradali praticate nei confronti dei motociclisti.


A seguire, la lettera appena ricevuta dal Ministro.


 


Gentilissimo Presidente,


faccio riferimento alla Sua dello scorso 13/12/2006 ed innanzitutto mi scuso per il ritardo con il quale rispondo, dovuto, però, ad approfondimenti tecnico-amministrativi in merito alla Sua richiesta.


Con le vigenti norme, purtroppo, al momento non è attuabile una riduzione dei pedaggi autostradali per i motoveicoli; l’importanza del traffico motociclistico autostradale, però, mi sprona a tenere in debita considerazione la Sua segnalazione.


Le rappresento che in realtà il sistema francese che Lei cita, e che prevede una classe tariffaria dedicata ai soli motocicli, rappresenta una eccezione rispetto ai sistemi vigenti nella maggior parte degli altri Paesi Europei, ai quali l’Italia si è allineata negli anni 1990 e 1991 con la classificazione dei veicoli secondo il sistema dei c.d. “assi di sagoma”.


Le componenti che costituiscono i pedaggi autostradali, però, sono numerose e non possono ridursi alla sola considerazione del ridotto consumo di asfalto e del minor spazio occupato dai motocicli, dovendosi considerare anche, ad esempio, tutti i costi fissi necessari per la gestione delle tratte autostradali (spese per il personale, di esazione ecc) e, primi tra tutti, quelli dovuti al mantenimento di adeguati livelli di sicurezza.


Ciò premesso, Le assicuro che terrò in debito conto le considerazioni da Lei svolte in merito alla mancanza di servizi per la categoria che rappresenta, per i quali mi farò personalmente carico di interessare l’ANAS e le concessionarie autostradali affinché i motociclisti italiani possano viaggiare, al pari di tutti gli altri utenti della strada, in condizioni di massima sicurezza e tranquillità.


Spero che la mia risposta non faccia venire meno il Suo interesse per il lavoro che sto compiendo nell’ambito delle concessioni autostradali, e che essa sia, invece, uno sprone a fornirmi ulteriori consigli e indicazioni al fine di migliorare la qualità e la quantità dei servizi offerti ai cittadini.


Nel ringraziarLa, quindi, per quanto ha voluto rappresentarmi, Le porgo i miei più cordiali saluti.


Antonio Di Pietro