Fuoristrada

Domenica nel debutto tricolore del Trofeo Juniores anche piloti friulani. Ne parliamo con Luca Brunisso

Ci saranno anche quattro giovani piloti giuliani nel Trofeo Nazionale Trial Juniores, abbinato al Campionato Italiano Trial a Tolmezzo (UD) domenica 7 maggio.
E così per il responsabile del Co.Re Friuli Venezia Giulia, Luca Brunisso, una soddisfazione in più, visto che due suoi conterranei saliranno sul palco partenza proprio nella giornata dove la categoria Juniores farà il suo esordio tricolore nella stagione 2017. Fino ad ora i giovani piloti Danelon e Brunisso avevano girato l’Italia del nord per gareggiare, ma questa volta per loro ci sarà l’opportunità di partecipare alla gara di casa nella quale sfoggeranno la maglia granata del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro. Ma per una regione che ha un solo pilota che partecipa nella categoria superiore all’intero campionato italiano, Fabio Concina, avere anche al via Adam e Luca Craghiero, due giovani fratelli, è un traguardo importante per la crescita di questo sport in Friuli.

“Abbiamo seminato per poter raccogliere in futuro – ci racconta Luca Brunisso- portando una scuola promozionale coadiuvati dal settore tecnico guidato dall’ex campione italiano Fabio Lenzi con corsi dedicati all’avviamento al trial, ai quali hanno partecipato entrambe le volte una quindicina di giovani. Non dico che tutti saranno campioni o parteciperanno al trofeo italiano Juniores, ma quanto meno potranno cominciare a confrontarsi con quello del Triveneto. Ci siamo messi in mente in questo biennio di avvicinare molti giovani a questa specialità dopo i buoni risultati ottenuti con il Minicross e il Minienduro e allora perché non provarci anche con il Minitrial? Anche per i genitori vedere i propri figli non competere nei testa a testa con gli altri ma su un percorso semplice dovrebbe favorirne l’avvicinamento e intanto godiamoci questa prima prova di campionato italiano trial non solo dei big ma anche dei giovani Juniores e aspettiamo i riscontri. Poi proseguiremo con il nostro programma di avvicinamento al trial”.

Insomma che dire. Questa è certamente la soluzione migliore poichè è sicuramente più difficile insegnare la pratica ad un adulto, sebbene si avvicini con grande passione al trial, piuttosto che accostare per la prima volta un giovane alla nostra disciplina.