Moto d'Epoca

70 anni di Vespa

La Vespa soffia sulle 70 candeline. 70 anni: il raggiungimento di un traguardo fra mito e realtà. Una vera leggenda, dal 1946 ad oggi ne sono state costruite oltre 18 milioni. Un solco nella storia. Nessun altro mezzo al mondo nel campo motociclistico ha raggiunto e mai raggiungerà un numero così elevato, anche perché viene ancora prodotto, quindi tale cifra è destinata ad aumentare. Altri numeri: esportata in oltre 200 paesi in tutto il mondo, sulla Vespa è salito un numero spropositato di persone: oltre 50 milioni. Centinaia di modelli e versioni che hanno costituito la gioia di sei generazioni di possessori e decine di migliaia di collezionisti. La storia di questo capolavoro del “made in Italy” la ripercorre Roberto Leardi, il presidente del Vespa Club d’Italia ed è la storia di uno scooter leggendario che ha firmato un secolo e scavato un solco nella storia motoristica mondiale.1946

Buona la prima“All’inizio del 1946 – racconta Roberto Leardi – nello stabilimento di Pontedera si costruivano i primi esemplari della Vespa, il modello 98, che verrà poi presentata a fine marzo alla Fiera della Metallurgia a Torino, poi il 7 aprile fu presentata anche al Golf Club sulla via Appia a Roma e quindi, a fine aprile, in concomitanza con la registrazione del brevetto, alla Fiera Campionaria di Milano. Facendo ancora un passo indietro, l’idea progettuale nasce a Biella quando nel 1945 l’industriale Enrico Piaggio incaricò l’ing. Corradino D’Ascanio, geniale ingegnere con esperienze e trascorsi aereonautici, di progettare un mezzo a due ruote economico e versatile che potesse dare una risposta alla mobilità, dando un impulso alla ricostruzione del Dopoguerra. E il progetto prese forma appunto a Biella, dove erano stati trasferiti gli uffici tecnici dopo la distruzione nei bombardamenti degli stabilimenti di Pontedera. E la matita di D’Ascanio diede forma a un mezzo totalmente innovativo: monoscocca con carrozzeria portante a protezione del guidatore, il gruppo motore, cambio e ruota posteriore e la sospensione anteriore monobraccio con la possibilità di intercambiabilità e poter montare la ruota di scorta, una grande novità per quei tempi. In definitiva D’Ascanio progettò la Vespa intorno alla persona, il conducente guidava seduto come su una poltrona, diversamente dalla classica impostazione motociclistica. Le caratteristiche tecniche: motore a due tempi di 98 cc che eroga 3,2 cv a 4500 giri con raffreddamento forzato con ventola calettata sul volano. Le ruote hanno la misura 3,50-8 pollici. Il prezzo era di 55.000 lire e fu subito un successone: solo nel 1946 ne saranno prodotti 2.510 esemplari”.

L’intero articolo su Motitalia