Lunedì 26 gennaio, la prestigiosa cornice di Palazzo Montecitorio a Roma ha ospitato la Tavola Rotonda “Donne, Sport e Dual Career”. L’evento si è svolto nella Sala della Lupa, luogo dall’altissimo valore storico dove il 10 giugno 1946 la Corte Suprema di Cassazione proclamò i risultati del referendum istituzionale che diede vita alla Repubblica Italiana, e che lunedì ha accolto alcune delle rappresentanti dello sport femminile nazionale che con le loro storie hanno dato voce alle difficoltà strutturali e ai pregiudizi che ancora frenano la piena realizzazione delle atlete nel settore sportivo.
Organizzato e presentato da Michela Macalli, Presidente della XVIII Commissione Sport dell’Intergruppo Parlamentare “Sud, Aree fragili e isole minori”, il dibattito ha offerto l’occasione per portare all’ascolto della platea le criticità tuttora presenti nel mondo dello sport femminile. All’incontro hanno preso parte autorevoli figure istituzionali quali l’Onorevole Alessandro Caramiello, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare e il Senatore Gianluca Cantalamessa, Componente dell’Intergruppo Parlamentare.
Sport e parità
In tale contesto, la Commissione Femminile FMI ha fornito un contributo sostanziale al dibattito grazie alla sua nuova Coordinatrice, Antonella Martometti, la quale, affiancata dalla pilota Roberta Ponziani, ha analizzato quelle che sono le criticità e gli stereotipi che ancora gravano sul settore motociclistico. Erano inoltre presenti al dibattito il Segretario Generale FMI, Giorgia Santini, e la Responsabile dei Rapporti Istituzionali FMI, Francesca Marozza.
Durante il suo intervento, Antonella Martometti ha illustrato quelle che sono le attività e le continue sfide della Commissione Femminile. Una fra queste è l’urgenza di una trasformazione culturale che parta dal linguaggio: “Per eliminare i pregiudizi serve normalizzare la presenza femminile nel nostro mondo. Andando sulle piste abbiamo capito che non si sa come rivolgersi alle donne nel nostro settore, per questo abbiamo deciso di lavorare sul linguaggio: è da questo che nascono le prime barriere. Non è una questione di genere, il talento viene prima di tutto e quando c’è va riconosciuto! Oggi quando una pilota è talentuosa si continua a dare più peso all’immagine che alla performance sportiva. Noi vogliamo cambiare questa narrazione attuale per abbattere gli stereotipi alla radice”.
Un concetto questo incarnato perfettamente da Roberta Ponziani, pilota nel Women’s World Circuit Racing Championship, che ha condiviso le difficoltà incontrate durante il suo percorso sportivo, in particolare nel reperimento di sponsorizzazioni. Ponziani ha sottolineato come sia difficile per una pilota avere uno sponsor, ma con il supporto della Commissione Femminile e del suo attuale Team Klint Forward Racing ha potuto superare quelle barriere che troppo spesso frenano le carriere femminili: “A un certo punto correndo nei campionati con i piloti sentivo un limite reale, fisico, e non riuscivo a esprimermi fino in fondo. Quando poi sono stati istituiti i Campionati Femminili europei ed italiani ho iniziato a correre per davvero. Un aspetto che viene spesso sottovalutato è che il motociclismo ha costi veramente alti e per le donne è ancora più complesso, soprattutto per la difficoltà nel trovare uno sponsor. L’auspicio è che in futuro nessuna debba più scegliere tra lavoro e passione”.
Il dibattito è stato ulteriormente impreziosito dagli interventi di numerose figure di spicco, tra cui: Diana Bacosi, Pluricampionessa Olimpica in tiro a Volo; Dott.ssa Antonella Ballone, Componente CDA ITA AIRWAYS; Dott.ssa Manuela Levorato, Vicepresidente Federazione Italiana di Atletica Leggera; Dott.ssa Laura Tinari, Presidente Divisione Serie B Femminile Federazione Italiana Giuoco Calcio; Patrizia Panico, Allenatrice internazionale UEFA PRO; Dott.ssa Ilaria Pasqui, Componente indipendente del Consiglio Direttivo Divisione Serie A Femminile; Dott.ssa Cristina Correnti, Presidente Regione Sicilia Federazione Italiana Pallacanestro.
Questo incontro rappresenta solo il primo passo verso un’evoluzione necessaria, per un futuro in cui ogni donna possa esprimere appieno il proprio potenziale professionale e sportivo, senza dover scendere a compromessi.