Marco Maddi, Team Manager Maddii Racing Team, in apertura della stagione 2026, delinea gli obiettivi, le aspettative e la filosofia di lavoro. Tra sviluppo tecnico, preparazione atletica e prospettive sulla crescita della disciplina, Maddi e il suo team sono pronti a scendere in pista per il primo appuntamento degli Internazionali d’Italia Motocross, il 1° febbraio ad Alghero.
Siamo al via della stagione 2026 di Motocross e il tuo team si schiera con una nuova struttura, come parte questa avventura?
“Sì, nuova avventura, nuova classe. Torniamo a lavorare con dei piloti giovani, siamo molto motivati e il progetto ci piace tanto. Noi siamo all’inizio di questo nuovo progetto quindi ci servirà un po’ di tempo per crescere, per migliorare, perché adesso stiamo seguendo sia lo sviluppo dei motori sia delle sospensioni, queste due gare saranno un importante banco di prova. Gli allenamenti dell’inverno sono andati abbastanza bene per tutti, saremo presenti con tre piloti, mancherà Escandel che sta recuperando da un infortunio. Con Rossi, con Alvisi ma anche con Escande e Mannini, le aspettative per la stagione sono alte, il potenziale c’è e il nostro obiettivo sarà proprio quello di farlo uscire al massimo e se ci riusciremo, sicuramente si potranno ottenere dei risultati importanti”.
Da anni il Team Maddii Racing è una squadra di riferimento nell’MX, diciamo “figli d’arte”; cosa ti spinge a dare il massimo e trovare gli stimoli per investire sempre di più in questo sport?
“Quello che mi spinge è sicuramente la passione e il piacere di fare questo lavoro, che mi coinvolge e mi da tante soddisfazioni e, ecco, non mi immaginerei di fare altro. Quindi per me è una motivazione cercare di migliorare e far crescere la nostra struttura, è quello che mi da forza, ma anche l’obiettivo di portare avanti la nostra squadra e poter essere un riferimento a livello mondiale in futuro. Quindi sicuramente l’obiettivo di crescere c’è sempre, anche se c’è tanto lavoro da fare, ma gli stimoli non mancano mai”.
Come prepari i tuoi ragazzi per le prime gare di una stagione che si annuncia molto interessante e con ritmi impegnativi?
“La preparazione invernale è fondamentale per porre le basi sulle quali lavorare. Il meteo non aiuta in Italia e quando è brutto non è facile fare quello che dovresti, quindi si va a fare una preparazione di fondo, con manche lunghe, dove si va a cercare un po’ più la resistenza. In questo momento abbiamo lavorato poco sulla velocità, abbiamo lavorato soprattutto sulle partenze e principalmente sulla resistenza. L’obiettivo era di girare in piste difficili e in tutte le condizioni. Quindi abbiamo girato sul fango, sabbia, buche. Abbiamo veramente fatto di tutto quest’inverno! Anche per quanto riguarda la parte fisica hanno fatto un gran lavoro di potenziamento, soprattutto con la preparazione in palestra dove si fanno dei lavori non solo di forza, ma anche di agilità, di equilibrio e destrezza”.
Il mercato del Motocross rimane costante e in salute, te che sei tra i più giovani manager, cosa si può fare per portare il pubblico a bordo pista? I social sono importanti, ma da uno schermo forse non si riesce a sentire quell’energia che si avverte dal vivo. Quale sarebbe la tua indicazione?
“Penso che una delle pecche del nostro sport è che siamo rimasti un po’ indietro a livello di strutture, nel senso che l’accoglienza delle piste molte volte non è il massimo e questo allontana un po’ le persone. Quindi bisognerebbe lavorare e migliorare l’accoglienza anche a livello mondiale. Un’altra cosa che secondo me manca è la qualità con cui vengono effettuate le riprese TV e come poi vengono mandate in onda le gare. Credo si possa fare molto di più, si potrebbero dare delle immagini molto più di qualità, però questo va un po’ di pari passo poi con il livello del nostro sport, nel senso che se non riusciamo a intercettare sponsor importanti, chiaramente anche i promoter fanno fatica poi ad investire soldi sulla televisione. E’ un circolo che se non riusciamo a interrompere non ne usciamo. Però il primo passo, secondo me, è proprio quello di migliorare le strutture delle piste”.
Internazionali d’Italia un appuntamento fisso per il Motocross, cosa reputi importante in questi primi confronti: sono fondamentali più per i riders o per il team?
“Gli Internazionali sono importantissimi per tutti sia per i piloti sia per i team, perché dopo un inverno di allenamenti è fondamentale fare qualche gara prima del Mondiale. Sono gare importanti per capire un il livello, i problemi, dove c’è ancora da lavorare. Anche per i meccanici è un inizio fondamentale per entrare nel ritmo gara. Quindi sono manifestazioni a cui, secondo noi, non si può proprio rinunciare”.