Alla vigilia del debutto stagionale degli Internazionali d’Italia Motocross 2026, in programma domenica 1° febbraio ad Alghero, Giacomo Gariboldi, Team Manager HRC, fa il punto tra aspettative, preparazione invernale e retroscena di chi guida uno dei reparti corse più potenti al mondo.
Siamo al via di una stagione nuova e il tuo team si presenterà agli Internazionali d’Italia con grosse novità, una su tutte l’arrivo di Jeffrey Herlings. Com’è l’aria che si respira nel team?
“Sì direi che nel team c’è quella eccitazione che non vedevo da diversi anni, l’arrivo di Herlings e Vialle ha dato a tutti una nuova energia e quella sensazione di attesa e fermento che si erano un po’ assopiti. Inoltre il loro arrivo ha decisamente dato una spinta verso l’alto anche a Fernández e Lata che vorranno essere anche loro protagonisti della stagione. C’è una bella atmosfera e tanta voglia di fare bene. Piloti come Jeffrey Herlings ti fanno alzare ancora di più l’asticella, 112 GP vinti in carriera, vogliamo provare a fargli migliorare questo record”.
Anni ai vertici del Mondiale Motocross, tanti successi, ma non è sempre facile gestire una squadra a questi livelli, come si coordina tutto questo?
“Un Team come il nostro deve partire sempre con l’obiettivo di vincere, purtroppo qualche volta ci si mettono di mezzo gli infortuni che non ci consentono di arrivare al risultato finale. Tutto viene pensato e organizzato al massimo, con la sola idea di portare a Honda un nuovo titolo. Anche la filosofia dei nuovi piloti è quella: conta solo vincere. Questo rimane l’unico obiettivo e scopo di chi lavora per questo grande brand”.
Siete il team di riferimento della Honda HRC nel Motocross, un “simbolo” più che un marchio che è nel cuore di tanti appassionati. Cosa si prova ad essere a capo di questa squadra e con questi colori?
“Rappresentare il reparto corse più potente al mondo (F1, MotoGP, SBK, Rally e Trial) è soprattutto un onore che spero di continuare a meritare per tanti anni a venire. Solo chi ha vissuto gli anni 80 di HRC nel Motocross riesce ad immaginare cosa significhi questo logo e io ho avuto la fortuna di essere in quel periodo da appassionato e di ammirare quelle moto meravigliose che realizzavano. Oggi è un sogno e un grande privilegio essere parte della loro organizzazione”.
“HRC – Honda Racing Corporation” è sinonimo di prototipi, di test e innovazione, parti studiate nelle competizioni che poi si vedranno sulle moto di serie negli anni successivi. Come è la vostra Honda 2026 che cosa ci puoi dire?
“La nostra CRF è ancora un prototipo, un progetto tutto da sviluppare e con un potenziale enorme che verrà poi trasferito sulle moto dei clienti. In Ottobre sono stato in HRC a Tokyo e ho visitato il reparto ricerca e sviluppo dove c’erano 35 ingegneri che lavoravano sul progetto. E’ stato incredibile vedere tutta la tecnologia che ruotava attorno allo sviluppo di un CRF. Penso che vedremo vari step di sviluppo durante la stagione nelle mani dei nostri tre piloti MXGP”.
Hai sempre un occhio verso il futuro, ma guardando a qualche anno fa e all’evoluzione dell’agonismo in questo sport, come vedi il Motocross oggi?
“Il nostro è sicuramente il campionato MX più competitivo al mondo, sono coinvolte tantissime case ufficiali e abbiamo i migliori piloti al mondo e il Motocross delle Nazioni ne è la conferma. Dovremmo solo cercare di riempire di più i cancelletti e arrivare sempre a 40 piloti, questo è l’unico limite attuale del nostro sistema. Per le case è però una grande vetrina internazionale”.
Siamo al via degli Internazionali d’Italia 2026 e la tua squadra è sempre presente, perché sono così importanti queste manifestazioni ad inizio anno?
“Per noi gli Internazionali d’Italia sono sempre state gare fondamentali per provare tutto e tutti prima del Mondiale, sempre su piste molto belle e nelle date giuste per organizzare prima i test e poi il primo GP. Non possiamo mancare anche se tutti gli anni altri organizzatori ci chiedono di partecipare alle loro gare, per noi queste due in Italia hanno sempre la precedenza”.