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Intervista a Giovanni Copioli: “Il vivaio italiano è ricco e continuerà a dare i suoi frutti”

intervista copioli

Il Presidente della FMI, Giovanni Copioli, in occasione del debutto della stagione di Motocross, con il primo appuntamento degli Internazionali d’Italia domenica 1° febbraio, ha analizzato la solidità della disciplina. Dai successi dei giovani talenti italiani alle nuove regole per rendere le gare più accessibili, fino all’impegno per l’ambiente: ecco come la Federazione sta lavorando per far crescere ancora di più questo sport.

Siamo al via della stagione 2026 e ripartiamo ormai come per tutti gli anni con gli Internazionali d’Italia Motocross. Cosa rappresentano queste gare per la FMI?

“Buongiorno a tutti i lettori e a tutti coloro che hanno la passione per questa meravigliosa specialità. Gli Internazionali d’Italia Motocross rappresentano per la Federazione un punto di partenza della stagione molto importante sia in termini sportivi e organizzativi sia di visibilità. Questa serie è fondamentale per piloti e team per preparare la stagione mondiale e sta a noi proporre gare di alto livello: ciò è possibile grazie al lavoro del promoter, dei Moto Club e degli addetti ai lavori. L’organizzazione inizia mesi prima rispetto al via ufficiale ed è sempre stimolante trovare nuove soluzioni pensate per chi viene a correre”.

L’Italia è al centro del mondo nel Motocross grazie a team, piloti e manifestazioni come queste e la Federazione è sempre presente. Lei come vede la disciplina in questi anni sul panorama internazionale?

“L’Italia è sicuramente un punto di riferimento in termini di passione e organizzazione. Ne abbiamo avuto la dimostrazione lampante ai tempi del Covid quando la MXGP si affidò a noi per correre diversi Gran Premi e il Motocross delle Nazioni del 2021 a Mantova. Negli anni successivi, e ancora oggi, siamo riusciti a confermare questo ruolo grazie a un lavoro capillare che inizia dal territorio e si sviluppa a livello nazionale e internazionale. Il merito non è mai esclusivamente della FMI o di una sola parte, ma di un gioco di squadra che coinvolge tutti”. 

Come è percepito secondo lei il fuoristrada e in particolare il Motocross nel nostro territorio?

“I risultati parlano a nostro favore. Dopo l’era Cairoli abbiamo continuato a vincere a livello internazionale e, soprattutto, abbiamo proseguito il nostro lavoro con i giovani. Oggi nel Mondiale gli italiani sono moltissimi: alcuni sono già affermati e in sella a moto ufficiali, altri sono molto promettenti. Inoltre, la loro età media è davvero bassa quindi il futuro a medio e lungo termine può essere roseo. Tutto ciò è frutto di un lavoro costante fatto con i Pata Talenti Azzurri FMI e non solo. La stessa situazione esiste in altre discipline come l’Enduro, il Trial e diverse specialità del fuoristrada. Il vivaio italiano è ricco e sono convinto che continuerà a dare i suoi buoni frutti”.

Ci saranno delle novità in questi anni nel settore del MX?

“Siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni che possano favorire la partecipazione ai campionati più competitivi così come a quelli amatoriali. L’Italiano Prestige si svolgerà un giorno solo e ci sarà la grande novità della Night Race a Faenza l’11 luglio. Abbiamo inoltre rivisto il format di altre competizioni tricolore: l’Italiano Expert sarà contestuale al Prestige 125 e Femminile, in modo che l’Over 40 e Rider sia un campionato amatoriale. All’interno degli Internazionali Supermarecross abbiamo introdotto un vero e proprio campionato dedicato alla classe 65 cc. Infine ricordo che da due anni la finale dell’Italiano Junior si svolge sulla sabbia della Sardegna e che da tempo stiamo potenziando la parte tecnica dell’Under 23 con il contributo di Alessandro Lupino, Direttore Tecnico Motocross Junior”.

Molte restrizioni sull’attività crossista che in questi giorni vedono nazioni storiche come il Belgio diminuire sempre di più gli impianti di MX. Noi in Italia come stiamo procedendo?

“Nel fuoristrada bisogna porre particolare attenzione alle normative ambientali e alla sostenibilità in generale. Sono aspetti su cui insistiamo sempre di più perché sono cruciali per il futuro del nostro sport. Con la Commissione Ambiente raccogliamo dati relativi alle emissioni in atmosfera, acustiche e sul suolo in occasione di gare e manifestazioni. Il motociclismo, al contrario di quanto si possa pensare, non restituisce riscontri negativi, anzi. Allo stesso tempo la FMI, come certificato da Sport e Salute è la Federazione più attiva e concreta nell’ambito della sostenibilità, un primato che ci consente di presentarci alle istituzioni nazionali e locali con credibilità e affidabilità. Il tutto è possibile grazie al lavoro dei Moto Club, che capiscono quanto siano importanti questi argomenti e agiscono di conseguenza sui loro impianti e nelle loro attività”.

Nel ringraziarla per il suo tempo, un’ultima considerazione sul 2026, dopo il grande risultato dell’EICMA ’25 che ha visto numeri incredibili e in crescita, il Motocross rispecchia questo trend positivo?

“In questa prima fase del 2026 i numeri stanno supportando le scelte fatte al termine dello scorso anno, quando abbiamo lanciato le Licenze Regionali e anticipato i tempi di riaffiliazione dei Moto Club. Oggi il tesseramento fa registrare un + 9% rispetto allo stesso periodo del 2025 e mi auguro che questo trend positivo prosegua. Difficile parlare, oggi, esclusivamente del Motocross perché la stagione a livello territoriale e nazionale deve ancora entrare nel vivo ma sicuramente possiamo essere ottimisti e fiduciosi”.

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