Moto d'Epoca

Meeting Internazionale d’Epoca: apertura con i fiocchi ad Adria nello scorso weekend

L’attività d’epoca in pista, al via della stagione con il solo Gruppo 5 impegnato a Vallelunga il 9 marzo, torna prepotentemente alla ribalta con il 1° Meeting del 2008 sul circuito di Adria: ben 240 i concorrenti coinvolti, il Gruppo 3 ha riscosso l’usuale consenso dei Gentlemen driver, il Gruppo 4 ha avuto ben tre partenze, il Gruppo 5 ha confermato il suo trend positivo a riprova che regolamentare nel lungo periodo paga, l’Endurance si presenta sempre più in crescita per numeri e sostanza. A dare ulteriore lustro all’evento, valido anche per la Coppa Uem di Regolarità e quella Endurance con tanto di premiazione a cura della Commissione Moto d’Epoca dei campioni 2007 di categoria della durata il sabato sera, una sfilata strapiena per la gioia di appassionati e non della cultura motoristica.


 


Mai viste contemporaneamente tante splendide rappresentanti della tecnica e del buon gusto motociclistico italiano degli anni 70-80, anni nei quali il benessere e la  crescita economica facevano da corollario ad una industria motociclistica italiana in pieno fermento per un mercato assetato di grosse cilindrate. Tra queste una delle motociclette in assoluto più conosciute al mondo, la Guzzi 750 Sport col telaio rosso: uno dei pochissimi esemplari  prodotti e montati a mano in un apposito reparto della Moto Guzzi a Mandello del Lario è stato portato in pista dal suo proprietario,il signor Proveta. In quegli anni,un’altra casa motociclistica Italiana, costruiva delle altrettanto indimenticabili motociclette: la Laverda di Breganze.Nella pista di Adria, hanno girato contemporaneamente una 1000 tre cilindri Endurance, condotta personalmente dal Costruttore Piero Laverda, una 500 formula, condotta da  Facchini ed una quasi unica Paton-Laverda 600, condotta da Mirco Piva. Un’altra Laverda 500 Formula ha partecipato alla gara di Endurance,anche in questo caso condotta da Piero Laverda in persona. Ma non è finita qui: a seguire un serie di Ducati TT,TT1 e TT2, mai viste  finora tutte insieme:la TT1 750 di Ferdinando Salvaterra,la TT2 di Isolani Valerio,la TT2 di Leoncini Carlo,la TT2 GPM di Tardelli, la F1 750 di Lenzi Callisti. Presenti in circuito altre quattro Ducati TT,impegnate con onore nelle gare del campionato 2008. Altro esemplare raro ed originale, la Benelli TT3 di Marco Coletta . Presenti anche il sidecar BMW di Adriano Fragiacomo, il sidecar Laverda 750  di Massei Erbacci,il BMW 600 di Capedella Claudio ed uno splendido Triumph 650 di Ficher – Markmann. Viste alla sfilata,anche la Demm 175 di Riva, la Mondial 175 di  Marescalchi e la Norton Manx 350, fresca di restauro di MONDANI Vittorio presente, come suo solito, con le migliori moto della sua collezione. Per ultima, ma non ultima, una gradita sorpresa ed un piacevole ritorno: portate in pista da Zanetti Germano in persona e dal   figlio, le uniche Moto Lamone rimaste, la bicilindrica 125 col motore longitudinale 2T raffreddata ad acqua e la Lamone 50 col motore derivato dalla Guazzoni Matta 50, con la quale Zanetti Germano conquistò, agli inizi degli anni 70, un meritato titolo Italiano.  Inoltre, sia in pista che alla sfilata ,uno stuolo di Yamaha 250-350, a riprova dell’ammirazione  degli appassionati Italiani capeggiati da Piero Poggi, nei confronti della  due tempi nipponica,figlia anch’essa dei mitici anni 70.


 


Ampiamente soddisfatto quindi l’aspetto storico culturale del Meeting, anche quello emozionale non era da meno con la prima gara del mattino che metteva subito tutti sull’attenti. Duilio Damiani su Honda e Daniele Parravano su Yamaha riproponevano lo stesso duello indiavolato di Vallelunga con il laziale che sembrava in grado, seppure a fatica, di contenere il rivale. Proprio nella curva finale che precede la bandiera a scacchi, Damiani usava tutta la sua malizia infilando il rivale all’interno. Data la brevità dello spazio dal punto dell’attacco alla bandiera a scacchi, Parravano non riusciva a replicare. Terzo il romagnolo Marconi su Yamaha, alle sue spalle chiudeva il compagno di marca Mazzoni. Sesto quindi Fabio Vitali, nel duello tra Paolo Ibatici e Rocco Tedesco alla fine la spuntava il romagnolo mentre tedesco doveva cedere ad una noia meccanica. Nel duello siciliano tra Cuttitta e La Porta, la spuntava il primo, nono nel finale alle spalle di Fontanesi su Morini e Vinsani su Honda, con Schvetz che si permetteva il lusso di chiudere davanti a La Porta e dietro l’esperto Bianconcini. A chiudere le fila il modenese Baracchi, sotto tono rispetto alle prestazioni abituali, uscivabo di scena anzi tempo Villa, Mancuso, Faraoni, Vitacca e Di Sarra. La seconda partenza dedicata al Gruppo 5, la Vintage 2, registrava da subito un super Riccardo Magrotti su Suzuki Federiconi (classe Maxi Moto) che prendeva il largo sui rivali. Più attardati i rivali diretti, Giuseppe De Vita e Mario Tersigni, la seconda piazza assoluta veniva agguantata da Davide Rossi su Kawasaki, primo delle GP 500 Epoca. Nella fretta di ridurre le distanze, Rossi commetteva però un peccato veniale tagliando una variante e subendo quindi lo stop ad go dalla direzione gara. Escluso dai giochi, il romagnolo lasciava spazio ad un De Vita che risaliva la china fino alla seconda posizione, terzo Tersigni, mentre Fiorino Cimatti su Kawa aveva ragione di Oreste Zaccarelli: i due in compagnia di Giorgio Gabellini su Ducati completavano il podio della GP500 Epoca.  Per la Sport 750 invece, sempre velocissimo lo svizzero German su Triumph. Secondo il compagno di scuderia  Claudio Magnani, la terza piazza andava al romano Alessandro Giorgio.


 


Meno adrenalinico forse ma pur sempre appassionante, il Gruppo 4 registrava una presenza di piloti tale da costringere l’organizzazione a ben tre partenze. Effettuate le qualifiche, i gruppi venivano definiti in base ai tempi realizzati. Nel Gruppo 1 il più veloce era il ceco Janck, nel 2 toccava al toscano Bertuccelli mentre nel 3 alloro a Guido Testoni. Per quanto attiene invece la classifica sulla regolarità, radunati i risultati delle tre partenze, si è proceduto alla premiazione secondo la nuova suddivisione Uem. Nella classe A (moto fino al 1970 cilindrata massima 250) podio azzurro con, nell’ordine, Bertucelli, Mattioli ed il giovanissimo Tiveron; nella B (moto fino al 1970 cilindrata fino a 500) il tedesco Amelang beffava il nostro Ascari, terzo il ceco Pavel. Lo squadrone italiano tornava quindi a dominare nella C con Bisbocci, Tognaccini e Lapone nell’ordine sul podio mentre nella D ancora un tedesco a guastare la festa: Poljack precedeva il nostro Calzolari ed il connazionale Wittiger. Nel Sidecar infine, il veloce Fragiacomo cedeva, in regolarità, al tedesco Fischer e al suo passeggero mentre Massei / Erbacci alzavano bandiera bianca per rottura meccanica.


 

 


La giornata quindi, con alternanza dei Gruppi 3 in pista, si chiudeva con la Tre Ore di Endurance dove, tra cadute e colpi di scena,  su tutti primeggiava la scuderia laziale Fusco per la guida di Orlando Fusco su Ducati in compagnia dei romagnoli Giancarlo Rossi e Duilio Damiani. Secondi Iosca  – Masperi – Sala su Guzzi, la terza piazza andava ai romani del Team Votantonio Angelelli – De Martin. Ottimi quarti assoluti e primi della classe 500 quindi gli alfieri della squadra Laverda (Laverda – Pressino – Greggio), con un podio della mezzo litro completato dal team Bianchi Racing Como (Gaddi – Mangino – Molendi) e dalla Scuderia Mannheimer (Geri – Gelosa – Mannheimer), entrambi su Honda. Nella 750 infine, giro veloce della classe al Team TNT (Sardi – Marziali –  Milan)  e vittoria al Team gallo Billy, ottavi assoluti (Del Bello – Luciani – Mazzoni). Meno fortunata l’avventura invece per il Moretti Team  di Freddi e Gambarelli: autori del giro veloce di gara, Gambarelli incappava in una scivolata innocua per il fisico ma pesante per la classifica. Ancor peggio andava ai campioni europei in carica, il team CP racing con Petrassi che riportava una lussazione della spalla e, nel complesso, un sesto posto assoluto. Fuori gara quindi anche il duo Tosolini padre e figlio per una scivolata del papà, destino che toccava i marchigiani Coletta / Erbacci addirittura nelle qualifiche per rottura, discreta soddisfazione arrivava invece per il team abruzzese Desperados (Di Battista – Di Pietro) su Morini, quinti nel finale della classe 500. Il team italo / spagnolo Abbadini – Salmeron quindi, dopo aver saggiato la testa della gara,  perdeva minuti preziosi per un’uscita e, con una bella rimonta, si piazzava al 4° posto delle 1200.  Prossimo appuntamento per l’Endurance a Racalmuto il 27 aprile, con tanto di Trofeo del Mediterraneo, per il Meeting invece si dovrà attendere il 10 e 11 maggio a Magione (PG).


 



Risultati UEM Regularity Uem Cup Adria 2008


 



Risultati Trofeo Gruppo 5 Adria 2008


 


Risultati Endurance UEM Cup Adria 2008