Moto d'Epoca

Veteran’s Motocross delle Nazioni

Lo scorso 29 settembre, a Farleigh Castle, lo storico tracciato inglese che ha ospitato in passato i piloti più importanti del mondo, si è corsa l’edizione 2012 del “Veteran’s Motocross des Nations”, la gara per moto d’epoca più importante d’Europa. Al via, insieme a tante vecchie glorie del motocross, anche una squadra di piloti italiani, tutti Tesserati FMI e normalmente impegnati nei Gruppi 4  e  5.  

Lo schema della manifestazione è semplice: far rivivere la vecchia pista di Farleigh, con il suo disegno originale, e disputarci gare a raffica per un intero weekend. Possono partecipare tutti i piloti possessori di moto antecedenti al 1989, suddivisi per categoria in base alla tipologia e l’età della moto. A questa serie di gare individuali, strutturate in 8 categorie con un massimo di 60 partenti l’una, si aggiunge la prova a squadre vera e propria: team nazionali con un massimo di quattro piloti, impegnati in due diverse categorie, Evo e Twin Shock.

Ogni pilota ha avuto la possibilità di disputare quattro manche, due al sabato e due alla domenica, insieme ad autentici mostri sacri del motocross. Nomi come Jeff Ward, Chuck Sun, Ron Lechien, Ryan Hughes, Mike Bell, Johan Boonen, Werner DeWit, Patrick Caps, Gordon Crockard e tanti altri hanno impreziosito il parterre di un evento che, un’edizione dopo l’altra, diventa sempre più ricco e che quest’anno ha toccato la soglia dei 600 piloti al via.

I 17 italiani iscritti si sono trovati inizialmente spiazzati dallo spirito ultra-competitivo della manifestazione, con piloti velocissimi e determinatissimi in lotta per ogni posizione, e hanno faticato a trovare il feeling con un tracciato reso molto insidioso e scavato dalla costante irrigazione degli organizzatori, con tratti fangosi, buche secche e canali che hanno messo a dura prova braccia e sospensioni. Tuttavia sono riusciti a farsi notare per la grande valenza storica delle moto esibite (tutte rigorosamente d’epoca, senza parti speciali moderne), per la simpatia della hospitality allestita dall’organizzatore della trasferta Stefano Pecora e, comunque, anche per le buone prestazioni ottenute.

I migliori azzurri al traguardo sono stati Alessandro Orbati (settimo nella Over 40 Twinshock con la sua Villa 410 del 1979), Wilson Vagnini (sesto nella Over 50 Twinshock con una Maico 490 del 1981), Massimo Trollo (undicesimo nella 125 Pre-1983 in sella ad una Cagiva del 1981). Più sfortunata la prova della nostra squadra al via del Nazioni: Gherardo Gasso, Nicola Paoletti e Cristiano Bonacina, impegnati nel MXdN Evo, hanno pagato il ritiro per infortunio di Paoletti nella prima manche e non sono riusciti ad andare oltre il tredicesimo posto finale su 15 team.

Vediamo i risultati degli altri italiani: Stefano Pecora (Over 50 Twinshock, Villa 360 1976, la moto più vecchia della categoria ad aver tagliato il traguardo), 42esimo; Pietro Mistrorigo (Over 50 Twinshock) ritirato per rottura del motore; Luca Zani (Under 40 Twinshock) 41esimo; Roberto Marchesini (Pre-83 125) 51esimo; Giancarlo Cervato (Pre-83 125) 43esimo; Giorgio Orbati (Over 50 Twinshock) 28esimo; Roberto Corti (Pre-83 125) 45esimo; Gianluca Gallingani (Pre-83 125) 17esimo; Stefano Falappa (Evo 500) 45esimo; Boris Minoretti (Evo 500) 40esimo; Stefano Braga (Evo 500) ritirato per infortunio.

Stefano Pecora: “Organizzare la trasferta è stato sicuramente un grosso impegno, ma sapevo che ne sarebbe valsa la pena e sono felice che, alla fine, tutto sia andato per il meglio. Un grande grazie a Pietro Mistrorigo, che ha messo a disposizione i suoi mezzi per il trasporto dei materiali”.

Massimo Trollo: “Tra noi italiani si è creato un bel gruppo, ci siamo trovati molto bene insieme e siamo tornati a casa tutti soddisfatti. Non mi aspettavo una simile grinta da parte dei piloti in pista: in Italia non siamo abituati al contatto fisico. Ci ho messo due manche per reagire alle sportellate che prendevo”.

Stefano Falappa: “Un’esperienza che ricorderò per tutta la vita. È stata una goduria non solo correre a Farleigh Castle, ma anche trovarsi in pista insieme a delle vere leggende del nostro sport, che ancora oggi girano il gas a due mani!”.