Fuoristrada

Un tracciato spettacolare per il FIM Indoor Enduro di Genova

Il 24 gennaio, a Genova, si svolgerà la seconda prova del FIM Indoor Enduro World Cup.  La pista sarà molto selettiva per questi campioni dell’Enduro, pronti ad affrontare prove durissime pur di riuscire ad ottenere un risultato di prestigio nell’arena che il mago Armando Dazzi allestirà all’interno del Palasport Fiera di Genova.


 


La pista sarà caratterizzata principalmente da un lungo tratto fangoso molto impegnativo, un lunghissimo percorso di guado estremamente difficoltoso ed ovunque ostacoli complessi, seppure disseminati su una pista larga che permetta di evitare intruppamenti e cadute. Gli appassionati di Enduro potranno comodamente godersi una gara tecnicamente ed agonisticamente dal livello molto elevato, su un tracciato concepito per evitare quanto più possibile ingorghi ed incidenti, che possano precludere la corsa di qualche pilota.


 


 A Genova ci saranno, insomma, tutte le peculiarità che hanno reso questa specialità sempre più popolare.


Usciti dal cancelletto, subito dopo la prima curva, i piloti dovranno affrontare delle montagne di sassi, da scalare e ridiscendere e poste a cavallo di una doppia curva a “S”: un ulteriore difficoltà che sicuramente farà selezione. A seguire, nel lato ponente, ci sarà un rettilineo caratterizzato da un percorso misto di salti, terreno sconnesso, tronchi e pietre di grande dimensioni: ostacoli ardui da affrontare senza la dovuta tenuta fisica e mentale. Dopo questo antipasto, comincia il tratto che veramente metterà a dura prova i piloti, cioè la palude seguita dal guado. Alla fine del rettilineo lato ponente, i piloti troveranno una curva a gomito caratterizzata da un terreno paludoso, composto soprattutto da fango, dove le insidie non saranno solo sopra il terreno, ma anche sotto e quindi imprevedibili per chiunque: basti pensare al fatto che in alcuni tratti sembrerà di attraversare le sabbie mobili. Ci vorrà la giusta dose di coraggio e tecnica, di velocità e controllo, tali da permettere ai piloti di non impantanarsi e quindi bloccarsi proprio in mezzo alla palude. Lo stesso mix di aggressività e agilità sarà necessario per superare il guado, un intero rettilineo dove l’acqua è il vero grande ostacolo: come sempre una sorta di cartina di tornasole per le ambizioni dei partecipanti. Infine, dopo un tratto di sabbia e terra, la pista prevede la linea d’arrivo, per poi distendersi nuovamente sotto la tribuna di levante attraverso un’ampia curva di tronchi e ghiaia, da superarsi con attenzione per trovarsi nella posizione giusta di fronte ad un altro tratto di pista a percorso misto. Pietre grandi come macigni e tronchi dall’ampia circonferenza saranno i principali ostacoli che caratterizzeranno l’inizio di un nuovo giro, ovvero un’altra prova speciale.


 


Solo coloro che si dimostreranno i migliori, i più concentrati, i più abili nell’interpretare questo tracciato per certi versi insolito, ma allo stesso tempo faticoso ed estremo, potranno accedere alla tripla finale prevista dal format di campionato. Le tre finali potrebbero riservare grosse sorprese e grande spettacolo, anche se alla fine solo uno potrà assaporare la gioia di una vittoria mondiale a Genova.