Velocità

Trofeo Crono Climber allo Spino. Fabbri emerge tra le moto moderne e Loncao tra quelle d’epoca

117 concorrenti al via in quel di Pieve Santo Stefano, dei quali 99 nella categoria delle moderne, 17 in quelle degli esemplari d’epoca e uno nella non competitiva. Questi i buoni numeri di partecipazione del trofeo Crono Climber andato in scena nello scorso weekend (25-25 settembre) allo Spino. Gratificati gli sforzi organizzativi del Moto Club True Riders di Borgo San Lorenzo con il supporto logistico della Pro-Spino Team. I concorrenti si sono potuti dilettare al meglio nell’affrontare i 2 chilometri e 400 metri (il tratto più spettacolare) della provinciale 208 dalla partenza della cronoscalata automobilistica dello Spino, nell’immediata periferia del paese, fino all’agriturismo di Fontandrone, dove era posto lo striscione di arrivo. Velocità media massima da tenere: 75 orari. E fra prove libere, prove cronometrate e due manche di gara, i protagonisti della domenica sono saliti in totale per 4 volte, scegliendo loro stessi il passo da tenere: trattandosi infatti di una gara di regolarità, non è importante il tempo impiegato ma la capacità di saperlo confermare in gara rispetto al riscontro della prova, per cui l’abilità del centauro deve essere quella di avvicinarsi il più possibile al tempo della mattinata per ridurre al minimo le penalità.

Fra le moderne, il vincitore assoluto – individuato come concorrente che aveva la penalità più bassa calcolando tutte le classi – è stato il casentinese Fabrizio Fabbri su Honda (scuderia Castelli del Casentino) con un totale di 38 centesimi di secondo, risultato della somma fra i 34 di gara 1 e i 4 di gara 2 in rapporto al tempo di 1’55”81 stabilito in prova, anche se è doveroso rimarcare il percorso in fotocopia netto di Paolo Piantini su Bmw nella prima salita, che ha confermato al centesimo (1’46”45) il risultato della prova. Piantini si è comunque aggiudicato la classe Open 1000, mentre Fabbri ha primeggiato nella PitBike. Gli altri primi di classe: Alessio Baglioni su Piaggio fra gli scooter (2”10 di penalità in totale), Andrea Baroni su Ktm nella 125 Open (1”24), Giovanni Ronzoni su Honda nella Moto3 (6”36), Pierluigi Mutti su Suzuki nella 250 Open (2”91), Andrea Zanin su Honda nella 600 Stock (0”50), Diego Biancarelli su Suzuki nella Naked (1”92), di nuovo Andrea Zanin su Honda nella 600 Open (1”15), Riccardo Santi su Ktm nella SuperMoto (0”41) e la coppia Rivarola-Bursi su Derbyshire fra i sidecar (3”23). Fra le moto d’epoca, migliore in assoluto è risultato Alexander Loncao su Benelli, che ha trionfato nella classe Vintage 250 2T, con 0”40 di penalità complessiva. Gli altri trionfatori di classe: Piero Ghelardini su Morini nella 500 (7”19), Lorenzo Pratesi su Guzzi nella 1000 (7”86), Luigi Giuffrida su Minarelli nella Vintage 80 (6”73), Lamberto Pedini su Aprilia nella Vintage 175, Giovanni Lombardi su Honda nella Vintage 250 4T (1”53), Eugenio Convalle su Honda nella Vintage 500 4T (1”98), Carlo Leoncini su Ducati nella Vintage 83 (4”86) e Luciano Adami su Suzuki nella Vintage 94 (1”20).