Motitalia

Rivoluzione Licenze – Ottobre 2006

AVEVAMO PROMESSO NOVITA’, A BREVE TERMINE, ED ECCO PRONTA LA PRIMA. RIGUARDA LE LICENZE, UNO DEI PUNTI PIU’ “SENSIBILI” NELLA VITA DELLA FMI. NEL 2007 SI CAMBIA. SARA’ TUTTO MOLTO PIU’ SEMPLICE


Il titolo di questa pagina, nello scorso numero di Motitalia, era: “Abbiamo lavorato”. Non si trattava di una semplice affermazione da “calcio d’estate”, quando tutti sono pronti a vincere lo scudetto e devono poi ricredersi dopo il primo mese di campionato. La Federazione Motociclistica Italiana è infatti pronta a mostrare i primi frutti del lavoro dei mesi scorsi, mentre altre dimostrazioni seguiranno da qui a fine anno. Iniziamo parlando di Licenze: troverete maggiori dettagli nelle pagine interne di questo stesso numero, mentre qui voglio limitarmi ad un commento sulla situazione. La ben nota “Circolare Licenze” emessa ogni fine anno dalla Federazione stava diventando ormai un vero e proprio “grosso” documento, di molte pagine e di notevole complicazione. E, come tutte le cose molto complicate, difficile da rispettare per chi voleva farlo e ancora di più per chi è chiamato a controllare ogni domenica sui campi di gara.


Da qui la necessità, prima, e la ferma volontà, dopo, di cambiare completamente le regole. Una vera e propria rivoluzione annunciata. Un’operazione per la quale voglio ringraziare pubblicamente tutti i funzionari della Federazione, che ci hanno lavorato molto a lungo, creando più versioni successive, modificando e aggiustando più volte la proposta. Proposta presentata ai Presidenti di Comitato Regionale, che l’hanno apprezzata, lodata e subito accettata, come un toccasana che semplifica di molto il lavoro di tutti. Proposta poi diventata ufficiale grazie all’approvazione unanime del Consiglio Federale, nella sua recente seduta di metà Settembre.


Come tutte le rivoluzioni, non tutti potranno essere contenti e soddisfatti. Ma sono sicuro che la stragrande maggioranza dei piloti coinvolti lo sarà: norme più chiare e più semplici non possono che fare piacere a chiunque ci si debba confrontare ogni domenica dell’anno. E proprio in tema di nuovi arrivi, allora, altre due brevi considerazioni.


La prima riguarda un nuovo arrivo che rappresenta in realtà un ritorno, dopo 33 anni: la MV Agusta torna a vincere un titolo italiano, nella classe Superstock del Campionato Italiano Velocità, grazie al bravo Luca Scassa e al Team Ormeni che l’ha portato in pista (ma sotto l’occhio più che vigile dll’Azienda madre, gelosissima come è ovvio che sia per una creatura preziosa come la F4 da corsa).


Bravo a Claudio Castiglioni, dunque, per il suo entusiasmo, per la sua caparbietà, per la voglia di esserci e da vincente, sempre e comunque. Castiglioni è uomo dalle mille sorprese. Questa è sicuramente una delle più riuscite.


L’altra è un nuovo arrivo assoluto, come leggete anche nelle pagine successive. Nasce un nuovo Moto Club: il Moto Club Motociclismo FMI. Si tratta di un evento importante, perché sancisce il riconoscimento, da parte di una importante Casa editrice, di una rivista storica, di un sodalizio già ben strutturato (il Club Amici di Motociclismo) di una realtà consolidata e affermatissima sulla scena nazionale italiana: la Federazione Motociclistica Italiana. Con la rete capillare dei suoi Moto Club diffusi su tutto il territorio italiano, con tutti i vantaggi connessi al tesseramento. Da metà novembre, tutti i soci del Club Amici di Motociclismo potranno iscriversi anche al neonato Moto Club Motociclismo FMI (e viceversa per i nostri Tesserati), a condizioni riservate unicamente a loro. Potendo contare ognuno sui Vantaggi fino ad ora riservati in esclusiva agli altri. Uno scambio di esperienze e di attività che potrà fare soltanto del bene a tutti gli appassionati.


La Federazione Motociclistica Italiana è pronta a diventare ancora più forte, grazie al prossimo arrivo di molti nuovi Tesserati. Questo ci permetterà di affrontare gli innumerevoli e complessi problemi che riguardano il nostro mondo con una “capacità di trattativa” decisamente maggiore che nel passato. Ne abbiamo bisogno, perché abbiamo di fronte controparti strutturate e altrettanto decise.


Grazie in anticipo, dunque, a tutti quelli che vorranno credere anche a questo nostro nuovo progetto. In attesa delle altre novità che già “bollono in pentola”.


Paolo Sesti