Fuoristrada

Redondi: “Nel Mondiale, obiettivo top 5”

Giacomo Redondi è attualmente il miglior pilota italiano del Mondiale Enduro. Sesto nella EnduroGP, ad un solo punto dalla top 5, fino ad oggi è stato protagonista di una stagione in crescendo in cui ha sfiorato il podio nell’ultima prova in Italia. Lo abbiamo incontrato il 12 giugno, quando ha partecipato – insieme al Presidente FMI, Giovanni Copioli – all’incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Messo alle spalle l’emozionante impegno istituzionale, ora è pronto per la doppia trasferta in Ungheria e Grecia. “Ad inizio stagione l’obiettivo era di rimanere tra i primi dieci nella classe regina del Campionato del Mondo – spiega l’iridato 2016 EJ – e la velocità per farlo non manca. In particolare, nell’ultima tappa a Spoleto mi sono avvicinato al podio. Ho concluso il sabato al quarto posto mentre la domenica ero a pochi secondi dal terzo. Ho voluto osare, provare a tutti i costi ad agguantarlo, ma purtroppo è andata male perché ho commesso un errore. Ora sono a ridosso dei primi cinque nella generale. La top 5 è il mio obiettivo per il 2017 e vorrei anche provare l’emozione del podio. La moto è nuova e la stiamo ancora sviluppando, ma nel GP di casa abbiamo compiuto un bel passo avanti grazie al lavoro della squadra per cui corro, la Honda RedMoto”.

In questi mesi in molti hanno espresso la loro opinione sulla nuova formula del Mondiale Enduro. Qual è il tuo pensiero?

“Penso che suddividere le classi in EnduroGP ed Enduro2 sia stata una scelta azzeccata perché in questo modo il pubblico riesce a seguire meglio la gara. Inoltre i team hanno capito quanto sia importante la classe regina. Detto ciò, bisogna anche dire che ci sono meno iscritti rispetto al passato e che è molto più complicato essere un top rider”. 

A livello nazionale sei protagonista di un bel duello con Salvini per la conquista della E2. Mentre nell’Assoluta al comando c’è un ottimo Cristophe Charlier, proveniente dalla MXGP.

“Con Alex stiamo dando vita a delle belle bagarre, infatti nella graduatoria di classe ci separano solo 13 punti. Nel round di apertura a Lignano stavo andando molto bene, poi ho avuto un problema nel corso del secondo giorno; in Sicilia, a Custonaci, ho perso per soli 3 secondi. Ciò rende l’idea di quanto sia serrato, però sempre corretto e sportivo, il duello tra noi.  Gli faccio i miei complimenti, ma non ne ha bisogno in quanto ha sempre dimostrato il suo valore. E poi spero di lottare fino all’ultimo e non lasciargli il titolo. Guardando alle prestazioni di Charlier, credo sia stato uno dei pochi capaci di andare subito forte nell’anno dell’esordio. Nella prima gara ha conquistato punti importanti, poi io ed altri piloti siamo riusciti ad avvicinarci. A Carsoli, teatro dell’ultima tappa, si è messo nuovamente in grande evidenza vincendo entrambe le giornate.

Proprio al termine del Day 1, a Carsoli ti sei confrontato su alcuni aspetti dell’appuntamento abruzzese con Franco Gualdi, Coordinatore Nazionale Enduro FMI. Che rapporto c’è tra piloti e organizzatori?

Piuttosto buono. Penso che il confronto, se affrontato nella maniera corretta, possa essere solamente costruttivo. Nei mesi scorsi ho organizzato una gara che si è svolta il 10 giugno: la Red18 Endurocross Race. In questa occasione mi sono reso conto di quanto sia difficile mettere in piedi una competizione, anche se locale. Ciò mi ha permesso di apprezzare ancor di più il lavoro degli organizzatori. A volte questi ultimi predispongono delle Prove Speciali troppo ardue pensando che siamo dei marziani, ma nel complesso sono soddisfatto. Inoltre il livello degli Assoluti d’Italia si è avvicinato davvero molto a quello del Mondiale. La differenza tra i due campionati è minima.

Anche i tuoi obiettivi nelle due competizioni sono pressoché identici?

Vorrei chiudere nella top 5 del Campionato del Mondo salendo una volta sul podio mentre per quanto riguarda gli Assoluti mi aspetto di risalire la classifica e vincere almeno una giornata.