Fuoristrada

Plechatý vince il Baja Saxonia (Quad), De Sousa leader di campionato

Sabbia, ora bianca, ora nera, terra, pietraie, fango, tratti di prateria mista a bosco di splendide betulle: se non fosse per il freddo pungente e per la pioggia, si direbbe di essere alla Dakar. Invece siamo a pochi chilometri da Lipsia, dove si corre la terza edizione della Baja Saxonia, che per l’edizione 2010 vede allo start anche i “velocisti” delle baja, da sempre ben disposti ad affrontare formule nuove e percorsi appassionanti.

 

328 gli equipaggi di 15 nazionalità diverse, tra moto, quad, auto e camion. 23 gli iscritti al Campionato Europeo, primo tra tutti l’asso della Dakar, quella vera, Josef Machacek, reduce dalla netta vittoria all’Italian Baja di Pordenone, prima gara della stagione 2010. Insieme a lui sfilano sul palco d’onore il connazionale Plechatý, su Yamaha Raptor, e la giovanissima promessa portoghese Rafael Alexandre De Sousa “Acurcio”, su Paoletti 450. Stesso mezzo per lo spagnolo Juanluis Marco Gonzales e per l’italiano Giuseppe Cuffaro. Toffolatti e Scandola cavalcano i loro inseparabili e potenti Can-Am Renegade 800, i polacchi Lukasz Laskaiec e Klaudiusz Rostowski Jr si presentano su KTM, rispettivamente 505 SX e 525 2K, mentre Kubiena

e Tosenowsky, cechi, gareggiano su Suzuki SV e E-ATV Enduro.

 

La gara, articolata su un prologo e due speciali, per un totale di circa 500 km, di cui 370 km di prove speciali, si svolge in una vasta area mineraria, tra sterrati, laghetti, cave e boschi delle cittadine di Hohenmölsen e Profen.

 

Prologo – 13/05/2010:

Il prologo, di 6 km, si disputa venerdì pomeriggio. Inutile riferire che Machacek (Yamaha Raptor) porta a casa la prima posizione, in 11’:42”, seguito da Acurcio (12’:05”) e dal connazionale Plechatý (12’:29”). A ruota Scandola, agguerritissimo, Kubiena, Toffolatti e Tosenovsky. Gonzales non decolla, e accusa un ritardo di 7 minuti.

 

Tappa 1 – 14/05/2010:

Sette del mattino: la vera preoccupazione dei concorrenti è il meteo, che nei giorni precedenti ha reso viscidi e insidiosi molti tratti del tracciato. Fortunatamente, per tutta la mattinata il cielo, cupo e malintenzionato, trattiene la pioggia. La speciale prevede una distanza di 41 km, da percorrere ad anello per cinque volte consecutive. L’obbligo del road book e i sei controlli orari disorientano non poco i frequentatori delle baja, avvezzi alla guida veloce e balisata. Machacek strappa il miglior tempo (2h:43’:05”), seguito da Acurcio, a 10’:24”, e da Gonzales a 15’:43”. Purtroppo le penalità di 5h, inflitte ai primi tre per il salto di 5 controlli orario, sconvolgono la classifica, che porta Plechatý al comando, tallonato dagli ottimi Scandola e Toffolatti, a loro agio su un terreno di gara mutevole e insidioso. Dietro, con una valanga di ore da recuperare, Laskawiec, Machacek, che decide di non partire il giorno dopo, Acurcio e tutti gli altri.

Classifica della prima tappa: Plechatý, con 3:33’50”, precede Scandola, penalizzato di 1 ora, a 1:25’:29”, Toffolatti a 1:26’:28”, anche lui penalizzato di 1 ora. Seguono a oltre tre ore e mezza, a causa delle penalizzazioni, Laskawiec, Machacek, Acurcio, Gonzales, Kubiena (dovrà ritirarsi per rottura), Rostowski e gli altri.

 

Tappa 2 – 15/05/2010:

Nella seconda giornata, dopo un pomeriggio e una notte di pioggia, l’organizzatore decide di accorciare il percorso di circa 10 km, per evitare le aree allagate. Il percorso modificato, simile a quello del giorno precedente, va affrontato nella direzione inversa, ancora per cinque volte. Non piove, ma il fango resta l’avversario da battere. Ne sanno qualcosa spettatori e fotografi, che riconoscono a malapena mezzi e piloti, trasformati in sculture di argilla. Acurcio affila gli artigli, e sfodera una manche perfetta, dosando energie e mezzo, ma soprattutto evitando penalità. Il giovane portoghese si aggiudica così la tappa con un tempo di 2h:41’:47”, distaccando il polacco Laskawiec di 2’:24” e il ceco Plechatý di 10’:28”, ma i due inseguitori verranno nuovamente sanzionati a fine prova con un’ora di penalità. Scandola, inossidabile anche nel fango, si piazza al quarto posto, con Gonzales e Toffolatti a ridosso, distanziati da una manciata di minuti, mentre Cuffaro accumula più di 7 ore. Rostowski a causa di una rottura all’impianto di raffreddamento del suo KTM è costretto a rientrare in assistenza, accumulando 11h di penalità.

Classifica della seconda tappa: Acurcio vince la giornata di gara in 2h:41’:47”, precedendo Laskawiec di 1:02’:24”, Plechatý di 1:10’:28”, Scandola di 1:30’:08” e Gonzales di 1:32’:20”. Seguono Toffolati, Cuffaro e Rostowski.

 

La somma dei tempi assegna la vittoria del Baja Saxonia 2010 al ceco Plechatý, seguito dai regolarissimi portabandiera italiani, Scandola e Toffolatti. Dietro Laskawiec e Acurcio, assetato di vendetta e pronto a giocarsi il tutto per tutto sui rettilinei polverosi di Melfi.

Classifiche Campionato Europeo Baja UEM 2010 quad:

Assoluta: Acurcio De Sousa Rafael 84, Plechatý Martin 83, Laskawiec Lukasz 72, Machacek Josef 66, Gonzales Luis 60.

Classe Q3: Acurcio De Sousa Rafael 100, Gonzales Luis 88, Cuffaro Giuseppe 76.

Classe Q4: Plechatý Martin 89, Laskawiec Lukasz 79, Machacek Josef 66.

Classe W: Pulz Sabine 50.