Motitalia

Partono i giochi – Aprile 2006

MONDIALI AL VIA, MENTRE COMINCIA L’ATTESA CHE ARRIVINO LE PROVE IN ITALIA, DOVE I TESSERATI POTRANNO COME SEMPRE ENTRARE CON LO SCONTO. ANCORA UNA VOLTA, SARA’ UNA GRANDE STAGIONE DI SPORT


Domenica 26 marzo è iniziato il Mondiale della Moto GP e tutti sapete come sono andate le cose: una splendida vittoria per Loris Capirossi, che pochi giorni prima aveva accettato di svolgere il ruolo di “testimonial” a favore della nostra Tessera Young. Doppio grazie a Loris, dunque: per avere detto sì alla nostra proposta, ma soprattutto per tenere alti, così alti, i colori italiani!


Ma prima ancora di commentare le gare, voglio ricordare cosa era successo qualche giorno prima, il 21 marzo, a Milano. E’ successo che Aprilia ha “mostrato i muscoli”, portando su uno stesso palco ben 60 piloti, tutti quelli che corrono nel 2006 con le sue motociclette, in tutte le specialità (senza dimenticare che il Gruppo Piaggio veste anche altri piloti, con i colori Derbi e Gilera). E’ stato uno spettacolo impressionante: la riaffermazione della voglia di esserci e di essere protagonisti, esattamente come “sta scritto” nella storia di Aprilia fin dai suoi primi anni di vita.


E non è finita qui, perché sullo stesso palco sono poi saliti anche 28 dei 30 selezionati (due erano assenti giustificati) per Junior GP 2006, il Trofeo Monomarca che stiamo organizzando (e che prende il via tra pochi giorni, il 23 aprile a Misano) in collaborazione con Aprilia e Motosprint. I ragazzi erano emozionatissimi, almeno quanto i genitori che li hanno accompagnati. C’erano 230 giornalisti, in sala, e l’assalto dei fotografi, con un tranquillissimo (come sempre) Giampiero Sacchi a fare da maestro di cerimonia, è stato uno spettacolo nello spettacolo.


Un’immagine che mi ha fatto piacere. Perché è stata la dimostrazione pratica di una delle tante svolte impresse in tempi recenti alla vita federale: la determinazione, frutto di una precisa volontà e di un progetto accurato, di lavorare perché lo sport italiano continui a rimanere a quei livelli di eccellenza che ci hanno resi famosi nel mondo e ci assicurano il massimo rispetto da parte di tutti gli avversari, in qualunque Continente e in qualunque specialità.


In un momento in cui si parla tanto della necessità per l’Italia di “ripartire”, la Federazione lo ha già fatto, e con successo: l’attività che stiamo supportando a favore dei più giovani, attraverso il Settore Tecnico, e mi riferisco ad esempio alla Scuola Avviamento Enduro, e attraverso il Comitato Motocross, con lo stage negli Stati Uniti e con gli allenamenti programmati nella base in Belgio (inaugurata ufficialmente il 31 marzo scorso), stanno già dando frutti interessanti. Le prime gare degli Internazionali d’Italia di motocross hanno mostrato che alcuni degli “americani” qualche cosa l’ hanno imparata (e speriamo che ora non si montino la testa e restino invece concentrati sulla loro voglia di vittorie…). Un impegno gravoso, per la Federazione, dal punto di vista umano ed economico, che non potrà dare sempre frutti immediati, ma che siamo onorati e orgogliosi di lasciare in eredità alle prossime generazioni.

Come anche stiamo lavorando sul futuro dei giovani motociclisti, attraverso una intensa attività di Educazione Stradale. Anche questo vuol dire preoccuparsi del futuro: motociclisti consapevoli significa minore pericolo sulle strade, equazione semplicissima da dire, molto meno facile da ottenere. E sempre in tema di circolazione stradale: non ci siamo dimenticati della famigerata Legge 168. Voglio dire ancora una volta, a chi ci ha scritto e a tutti gli altri: non appena il Parlamento tornerà in attività, ora che elezioni sono passate, torneremo alla carica. La Legge 168 deve essere modificata. Sarà uno dei nostri impegni di questo anno.


E per finire, lasciatemi inviare un pensiero cordiale su Max Biaggi, lo “spettatore” più illustre dell’intero mondiale 2006, che sicuramente non si accontenta del ruolo, sia pure prestigioso, di commentatore per la Gazzetta dello Sport. Max ha dato tantissimo, al nostro sport, e la sua uscita di scena è stata sicuramente troppo brusca.


Paolo Sesti