Motitalia

Noi ci siamo – Luglio 2006

L’IMPEGNO FEDERALE IN CAMPO SPORTIVO PORTA RISULTATI DI GRANDE SODDISFAZIONE. MA NON ABBIAMO DIMENTICATO L’UTENZA, I MOTOCICLISTI DI TUTTI I GIORNI. ANCHE QUI SONO NECESSARI INTERVENTI A TUTTO CAMPO


Ho parlato spesso, negli appuntamenti che ho con Voi in questa pagina, del grande impegno, umano ed economico, che stiamo dedicando allo sport in generale e all’attività giovanile in particolare. D’altra parte, questo è esattamente quello che spetta fare, e ci si aspetta, da una Federazione sportiva. Ma noi abbiamo il “vizio” di non accontentarci mai, mentre Voi avete preso l’abitudine di chiedere sempre di più, andando molto oltre rispetto a quanto lo Statuto ci imporrebbe.


Accettando la sfida, all’impegno sportivo abbiamo affiancato da ormai molto tempo quello dedicato all’utenza, ai motociclisti di tutti i giorni. Sono tanti, tantissimi: circa 6 milioni. In questi primi mesi dell’anno non ci siamo dimenticati dell’utenza. Ma un Parlamento da rinnovare totalmente e l’attesa obbligata, per l’entrata in carica del nuovo Governo, ci avevano lasciato senza interlocutori ufficiali. Ora, invece, siamo pronti. Abbiamo già iniziato a prendere i primi contatti con tutti i nuovi membri del Parlamento e, appena,


terminato il periodo delle ferie (quando, in Italia, le cose sembrano fermarsi), cercheremo il colloquio con i Ministri che più sono coinvolti nella nostra attività quotidiana. I temi sul tappeto sono molti, per non dire troppi. Ma non ci fermeremo per questo.


Il primo problema da affrontare è la modifica della Legge 168. Come sapete tutti, al termine della scorsa legislatura, a fine 2005, siamo arrivati ad un passo dalla vittoria. Solo la mancanza del numero legale in Aula (perché, a fine settimana, tutti avevano voglia di tornare presto a casa…) ha impedito la votazione finale che avrebbe sancito la modifica definitiva. Riteniamo però che esista una sensibilità diffusa, sul punto, in Parlamento. E se questo sarà confermato nei fatti, raggiungere l’obiettivo potrebbe essere meno difficoltoso che in passato.


Nel frattempo, incombono anche altri provvedimenti, di carattere “ecologico”, che tendono a penalizzare fortemente la circolazione dei mezzi meno recenti, soprattutto a Roma (all’interno del cosiddetto Anello Ferroviario, equivalente all’area del Grande Raccordo Anulare), e nell’intera Regione Lombardia. Si tratta, a nostro avviso, di decisioni troppo penalizzanti e che forse non porteranno i risultati voluti. Ma sono avallate dal “bisogno” di fare qualcosa da parte delle Autorità, se non altro per rispettare il dettato di Leggi, che procurano però problemi agli Amministratori Pubblici che non le osservano.


Stiamo cercando il colloquio con le Autorità locali, che al momento sembrano fare orecchie da mercante. La strada si prospetta lunga e sicuramente difficile. Non intendo fare promesse a vuoto. Posso solo confermare l’impegno della Federazione. C’è ancora un altro problema importante, rimasto fino ad ora all’interno di una ristrettissima cerchia di addetti ai lavori: in Italia si muore tanto, a causa di incidenti stradali dove sono coinvolte le moto. Si muore troppo. Sicuramente con percentuali maggiori rispetto ad altri Paesi europei. L’Italia è il più grande mercato motociclistico europeo e abbiamo la fortuna di condizioni climatiche favorevolissime all’uso della moto: facile pensare che sia inevitabile, a fronte di un intenso traffico motociclistico, avere incidenti in proporzione e, purtroppo, esiti mortali in percentuali elevate. Ma non possiamo consolarci con queste giustificazioni, senza fare altro. Intanto perché anche l’Italia è tenuta a rispettare una Direttiva della Comunità Europea che impone un drastico calo di incidenti stradali, nell’intento di arrivare ad una fortissima riduzione nella perdita di vite umane. Poi perché proprio a seguito di tale direttiva, se non saremo in grado di suggerire soluzioni “autogestite”, esiste una rischio molto elevato che giungano provvedimenti improvvisamente imposti dall’alto. Ed è facile capire quanto sarebbe “pericoloso” trovarci di fronte a norme emesse da chi di moto ne sa poco o nulla, ma alla ricerca di soluzioni che facciano molta presa sull’opinione pubblica. Tanto, poi, i risultati si potranno misurare in una Legislatura successiva…


Mancano pochissime settimane, alla piena ripresa della vita politica nazionale. Noi ci saremo, come sempre.


Paolo Sesti