Fuoristrada

Michele Rinaldi: “Pensiamo gara per gara. Il ’95 insegna”

Il Team Manager Yamaha MXGP: "Quasi finito l'effetto sorpresa di Febvre. Maggiora? Speciale".

Romain Febvre è l’uomo del momento in MXGP. Con la sua Yamaha Factory ha vinto l’ultima gara, il GP di Francia, grazie ad un secondo ed un primo posto e domani a Maggiora potrà lottare per le posizioni di vertice nel Gran Premio d’Italia. Il suo team manager è Michele Rinaldi, che nel 1984 sulla Suzuki 125 diventò il primo italiano a conquistare un Campionato del Mondo Motocross.

“Non c’è alcuna pressione né sul team né sul pilota – spiega Rinaldi –. Non siamo nemmeno a metà stagione e per quanto ci riguarda ambiamo semplicemente a ottenere dei buoni risultati. Non pensiamo al campionato ma siamo concentrati sul brevissimo periodo, anche perché so bene che tutto può cambiare da un momento all’altro: nel 1995 con Yves Demaria stavamo vincendo molte gare, ma proprio a Maggiora ebbe un brutto incidente che cambiò in negativo la sua stagione. Perdemmo tutte le speranze di vittoria del campionato”. Dalla parte di Febvre c’è però l’effetto sorpresa che un rookie può sempre portare con sé nella classe regina: “Effettivamente questo aspetto va preso in considerazione, soprattutto nel caso di piloti come Romain che riescono ad inserirsi nelle posizioni che contano. Credo però che l’effetto sorpresa di Febvre sia quasi esaurito perché ormai i piloti gli hanno preso le misure”.

A Maggiora è facile passare dalla stretta attualità al glorioso passato. Quella piemontese è una pista storica per gli appassionati di motociclismo e di sport in generale: “E’ una pista speciale per tutti. Io qui ho corso delle belle gare, ma la più bella di tutte è stato il Motocross delle Nazioni 1986. Con l’Italia chiudemmo al terzo posto lottando con gli americani, che alla fine vinsero. Quella giornata è rimasta nella storia dello sport. Al tempo la pista era in un ambiente naturale e c’era il famoso salto del muro di Maggiora, un tipo di ostacolo che esisteva solo qui e che successivamente è stato ripreso in altri circuiti. Si curvava stretti e poi ti dovevi lanciare in un salto nel vuoto, una grande emozione per noi piloti e per tutto il pubblico”.

 

Nella foto: Febvre (a sinistra) e Rinaldi