Fuoristrada

MXoN, Maggiora ’86. L’edizione che fece storia

Il Motocross delle Nazioni del 1986 a Maggiora. Raccontato da chi c’era quel giorno: il Direttore di Motitalia, Giulio Gori

Quasi sempre succede così. Ti rendi conto di aver vissuto una giornata storica solo qualche tempo dopo. Quando l’adrenalina del momento sfuma e restano immagini, suoni, sensazioni che si trasformano in ricordi indelebili. Sì, è così senza esagerazioni e, per fortuna, nello sport succede. Non spesso ma succede. Il Nazioni di quell’86 era nel mirino sia dal punto di vista organizzativo per la inedita formula di gara su tre manche a cilindrate accoppiate, che da quello di vista sportivo per un’Italia che solo due anni prima si era affacciata nell’Albo d’oro di un titolo Mondiale, con Rinaldi. Incertezze, dubbi, tensioni della vigilia svanirono di fronte a quelle migliaia di spettatori che come noi, che lavoravamo dall’interno, ebbero la fortuna di assistere ad una gara che davvero ha segnato la storia del Cross. Anzi, per molti quella è stata la gara che ha dato l’inizio al Motocross contemporaneo. Merito di tutti ma soprattutto di quel vero e ancora unico Dream Team che arrivò dagli States con una concentrazione pari alla loro classe cristallina. O’Show, Bad Boy e Little Professor (ovvero Johnny O’Mara, Ricky Johnson e David Bailey) a quei tempi li vedevamo in rare fotografie sulle riviste specializzate made in USA che prenotavamo all’edicola; per le foto si sviluppavano ancora i rullini e internet… c’era sì ma solo con quel primo clic che dall’Italia partì proprio in quell’anno nel più assoluto silenzio. Viene da sorridere, pensando a quel 1986 con i Duran Duran, Madonna e Ramazzotti nelle radio mentre nei cinema di una volta si faceva la fila per “Top Gun” o “Alien lo scontro finale”. Nonostante si fosse ancora in un mondo mediatico tradizionale, quella gara fece la storia e la sua eco ancora si riberbera ai giorni nostri.

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