Fuoristrada

LAZIO – Assoluti di Enduro a Colleferro

Gli Assoluti d’Italia fanno tappa nella cittadina della provincia di Roma per la terza prova del campionato italiano, organizzazione curata dal MotoClub “Piccirilli”


«Dopo tante manifestazioni e gare di un certo livello, siamo riusciti a portare a Colleferro per la prima volta una delle prove più importanti del panorama motociclistico dell’enduro». A parlare è il consigliere federale Paolo Pelacci, che presenta la terza prova degli Assoluti d’Italia di Enduro, che domenica terrà con il fiato sospeso i tanti appassionati che seguiranno la gara nel territorio circostante la cittadina della provincia di Roma.


«I 167 piloti iscritti a questa tappa – continua Pelacci – affronteranno un percorso di 45 chilometri, equamente suddiviso in strada asfaltata, prove speciali e mulattiere impegnative. Lungo tutto il tracciato (circa due ore scarse a giro, da ripetere quattro volte, ndr) ci saranno circa ottanta commissari, venti operatori della Protezione Civile, sette ambulanze e relativo personale medico e venticinque cronometristi. A seguire la manifestazione ci saranno anche le telecamere di Rai Sport Sat, quindi una gara importante per i piloti ma anche per la nostra cittadina».


Ad organizzare questa tappa è l’attivissimo MotoClub “Tommaso Piccirilli” di Colleferro, presieduto da Massimo Giansante, che ha curato tutto nei minimi dettagli.


Il primo appuntamento è per sabato (ore 10-12, 14-17) nell’area del Palazzetto dello Sport “Alfredo Romboli”, con le verifiche amministrative (licenze in regola) e tecniche (controllo delle moto), poi alle ore 18 una riunione organizzativa e di presentazione; mentre domenica tutta l’attenzione sarà concentrata sulla gara che comincerà alle ore 9.


Tre i punti interessati dal giro che effettueranno i piloti: uno posizionato nel territorio del comune di Segni; uno nella zona di Gorga (il più comodo per il pubblico); e un altro in località Le Cese a Gavignano.


Una grande occasione per “abbracciare” e tifare per campioni del calibro del francese Aubert, del finlandese Ahola, dell’australiano Merriman, e soprattutto degli italiani Simone Albergoni e Maurizio Micheluz.