Moto d'Epoca

Certificati del Registro Storico FMI contraffatti: truffati 33 clienti in Veneto

Al termine dell’indagine durata oltre un anno, la Squadra di Polizia Giudiziaria di Treviso ha concluso positivamente l’operazione denominata “Classic Scooter”. L’indagine era iniziata grazie alla segnalazione del Settore Immatricolazioni della Motorizzazione Civile di Treviso, la quale aveva posto all’attenzione degli investigatori pratiche di reimmatricolazione di  diverse Vespa e Lambretta prive di qualsiasi documento di circolazione originale. I veicoli risultavano infatti demoliti con il passare degli anni.

Dopo vari accertamenti, effettuati in stretta collaborazione con il Registro Storico della Federazione Motociclistica Italiana e con la Motorizzazione Civile di Treviso, si è scoperto che ben 33 pratiche presentate da un noto restauratore mostravano delle anomalie sostanziali, ovvero la contraffazione del Certificato di rilevanza storica e collezionistica, che nella circostanza presentava nel timbro a secco un grossolano errore: la dicitura Federazione Motociclistica Italiana era stata  modificata in Federazione Motocilcistica Italiana.

Il restauratore,  F.E. di 54 anni residente a Mussolente (VI), considerato dagli appassionati delle due ruote storiche un punto di riferimento, gravitando da anni nel mondo del settore del collezionismo di motocicli d’epoca – pur conoscendo le tempistiche per il rilascio di un originale Certificato di rilevanza storica e collezionistica, pur sapendo che il veicolo debba essere in condizioni perfette e rispetti gli standard di quando era stato prodotto dalla casa madre – per accorciare l’attesa necessaria al completamento della pratica per i suoi clienti, reperiva i certificati di rilevanza storica apocrifa da un estraneo, conosciuto ad un’importante mostra scambio del settore, che si sarebbe spacciato per un esaminatore della Federazione Motociclistica Italiana autorizzato a rilasciare detti certificati. Quest’ultimo previo compenso di euro 160 a pratica, avrebbe fornito al meccanico di Mussolente (VI) numerosi certificati falsi, rilasciandoli in tempi brevi e senza tutte le prescrizioni previste dalla F.M.I. Così facendo, il citato meccanico nel tempo è diventato una sorta di monopolista del mercato di queste reimmatricolazioni, aumentando significativamente la propria lista di clienti. Se si considera che per l’espletamento di ogni pratica di reimmatricolazione, veniva chiesta la somma di circa 500 euro in contanti, e che per restaurare una Vespa o una Lambretta servono mediamente dai 3.000 ai 4.000 euro, è facile stimare il giro d’affari complessivo in importi prossimi ai 130.000 euro.

L’operazione di polizia giudiziaria, oltre alla denuncia in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria di 2 persone,  per la prima volta in Italia ha dato la possibilità di sequestrare addirittura 34 certificati di rilevanza storica apocrifi (numero di certificati mai sequestrato in un’unica soluzione), fornendo un’importante input alla Federazione Motociclistica Italiana che all’esito delle indagini ha modificato le proprie procedure di riconoscimento dei veicoli dotandosi di un nuovo tipo di certificato completo di ologramma. Inoltre, d’intesa con la Procura della Repubblica di Treviso e con il Direttore della Motorizzazione Civile di Treviso, veniva dato avvio al procedimento di revoca dell’immatricolazione dei motocicli oggetto d’indagine con contestuale ritiro della targa e della carta di circolazione.