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Auguri Vespa: 69 anni e non sentirli

Il 23 aprile del 1946 fu depositato il brevetto del ciclomotore più famoso al mondo

Un simbolo italiano, sinonimo di boom economico e di benessere, ma anche – più semplicemente – di mobilità comoda e conveniente. Questa è la settimana dei 69 anni della Vespa Piaggio, un ciclomotore che ha fatto la storia del nostro Paese.

Il 22 aprile 1946 l’allora Presidente del Consiglio, Alcide De Gasperì, dichiarò tramite Decreto Legislativo il 25 aprile come festa nazionale della Liberazione d’Italia. Ma anche il giorno successivo fu a suo modo storico: venne depositato il brevetto della Vespa. Il primo modello, la “Vespa 98“, fu pensato come mezzo destinato ad un pubblico più vasto possibile. Motivo per cui comodità di seduta e facilità di guida furono le prerogative dell’ingegnere abruzzese Corradino d’Ascanio, il quale era alle dirette dipendenze  di Enrico Piaggio, figlio di quel Rinaldo che nel 1884 fondò l’azienda destinata inizialmente alla produzione metalmeccanica, ferroviaria e di arredamento navale.

Oggi, a quasi 70 anni di distanza da quel primo brevetto e dopo oltre 18 milioni di Vespe vendute in diversi modelli, il motociclo della Piaggio continua ad essere un simbolo di italianità nel mondo. Per il mercato occidentale viene prodotto presso la sede della Casa (via Rinaldo Piaggio 25 a Pontedera, in provincia di Pisa); il Vietnam è la base per il mercato orientale mentre l’India per il quello nazionale, presso cui la richiesta è sempre molto alta.

 

Foto:Vespa